Agnone dà il suo benvenuto al vescovo Claudio

Il nostro Vescovo Mons. Claudio Palumbo, dopo pochissimi giorni dal suo ingresso nella Diocesi, si è recato in Agnone per la prima volta. È stato accolto da una folla festante composta da giovani, ragazzi, bambini, Sacerdoti e dalle Autorità Civili e Militari. Noi come Coro, all’arrivo del Nuovo Pastore abbiamo intonato l’Osanna che fu cantato nel momento che San Giovanni Paolo II arrivò nella piazza di Agnone, dove parlò di speranza per la nostra terra. Dopo i saluti delle Autorità e dei nostri Sacerdoti, tutti assieme, cantando al Signore, ci siamo recati presso la Chiesa Maria SS. di Costantinopoli dove il Nuovo Pastore della nostra Diocesi ha amministrato il Sacramento della Cresima a 28 giovani. Difficile spiegare con poche parole l’intensità della Celebrazione Eucaristica alla quale abbiamo partecipato.

Il Nostro Vescovo con poche semplici parole iniziali ha subito fatto breccia nei nostri cuori. Bellissima l’Omelia rivolta in particolare ai Giovani Cresimandi. Ora però c’è tanto da lavorare, soprattutto per i ragazzi ed i giovani delusi ed abbattuti da un mondo che forse non li ascolta. Occorrono quindi uno slancio ed una forza maggiore da parte di tutti coloro che operano all’interno della nostra Chiesa, in particolare di noi Laici che dobbiamo affiancare il Nostro Pastore nel suo Ministero particolarmente difficile nei nostri territori che vivono momenti di gravissima crisi economica e sociale. Eccellenza Reverendissima, è con grande gioia che a nome dei confratelli della Forania, della Citta, delle Parrocchie e dei fedeli di questa Zona Pastorale e di Agnone che la accolgo in questa sua prima visita ufficiale in mezzo a noi.

La gioia di averla come nostro nuovo pastore, il sentimento di gratitudine per la Sua Persona, che ha accettato questo gravoso incarico pastorale di guida del gregge di Cristo di questa Chiesa locale, uniti alla certezza che almeno da parte della Santa Sede e del Santo Padre Francesco, con la sua particolare attenzione agli ultimi e ai poveri, si voglia credere nella possibilità di continuare a svolgere la sua missione di questa piccola Chiesa Locale, nonostante i gravissimi problemi dello spopolamento, della perdita costante dei servizi, della disoccupazione, non può non riempire di conforto, speranza e fiducia nel futuro tutti i credenti ed in modo particolare noi, di questa diletta città di Agnone , dell’Alto Molise e dell’Alto Sangro, che più di tutti stiamo pagando queste gravi difficoltà dell’intero territorio. Vediamo oggi in mezzo a noi, con questo gesto di particolare predilezione della Santa Sede, in modo particolare confermata la linea di incoraggiamento e di azione pastorale consegnataci il 19 marzo 1995 dal Santo Padre San Giovanni Paolo II, quando, a nome della Chiesa intera, ci esorto a non arrenderci fronte alle difficoltà del momento presente e non rinunciare a progettare il nostro futuro: il segno di tutto questo, più chiaro ed evidente, della volontà della Chiesa è proprio la Sua Presenza, Eccellenza, che ci rincuora e dà fiducia.

Tutto il Clero e il Popolo di questa porzione della Sua Chiesa locale la riceve con entusiasmo e devozione, e le professa obbedienza piena e rispettosa, ansiosa di rimettersi al lavoro con entusiasmo sotto la sua guida, secondo l’indirizzo pastorale che vorrà indicarci, nella Vigna del Signore e per l’annuncio del Vangelo nella prospettiva dell’urgente nuova Evangelizzazione necessaria in questo tempo così delicato e fragile, in cui c’è grande difficoltà a comunicare la Fede alle giovani generazioni. Come lei ben conosce, la nostra città di Agnone e tutta la nostra terra hanno alle spalle una luminosa storia religiosa, con testimonianze che ancora dai tempi più lontani, ci parlano del monachesimo benedettino, del francescanesimo con i frati conventuali, minori e cappuccini e le clarisse, di san Pietro Celestino, dell’Ordine Caracciolino, delle varie congreghe laicali di soccorso, carità ed assistenza, della presenza di grandi santi come San Giovanni da Capestrano, san Francesco Caracciolo, qui morto il 4 giugno 1608, festa del Corpus Domini, del Beato Vescovo Antonio Lucci, ordinato in San Francesco, del Servo di Dio Padre Matteo d’Agnone, fino a giungere ai giorni nostri, con le figure di tanti fratelli e sorelle, santi anonimi, che hanno dato la vita per Cristo.

Noi vogliamo continuare questa storia di fede insieme con lei, ben consci che non possiamo vivere sugli allori del passato, né tantomeno attaccandoci a forme ed organizzazioni della vita ecclesiale anacronistiche e superate dalla contingenza presente, bensì, accettando le sfide del momento presente, riorganizzare le nostre strutture ecclesiali per puntare all’essenza dell’annuncio della Fede e del Kerigma, liberando la vitale e gioiosa forza dell’annuncio evangelico che punti a rinnovare il cuore dell’uomo nell’adesione più vera e convinta al Cristo Redentore del Mondo vera salvezza e libertà di ognuno, certi che sono importanti le persone, ogni singolo uomo e donna, e non le strutture, che è importante raggiungere il cuore dell’uomo comunicando la luce di Cristo e non il mantenere in piedi organizzazioni fredde e vuote, alla luce delle nuove sfide che attendono la Chiesa nel secolo presente. E’ con questa piena disponibilità, fiducia e amore filiale, che l’accogliamo in mezzo a noi.

don Francesco Martino, vicario foraneo