Azione Cattolica, prosegue il cammino di formazione

Continua il percorso di formazione dell’Azione Cattolica diocesana dedicato ai consiglieri diocesani e parrocchiali, ai responsabili di settore, agli educatori e a quanti desiderano approfondire la conoscenza del Progetto Formativo dell’AC “Perché Cristo sia formato in voi”. Si è tenuto infatti nella parrocchia Sacro Cuore di Termoli il secondo incontro della scuola associativa sul tema “Fedeli al Vangelo in questo tempo. Gesù, il volto umano di Dio” che mirava ad approfondire il terzo capitolo del progetto. Relatore il professor Mirko Campoli, presidente diocesano dell’AC di Tivoli e già responsabile nazionale ACR dal 2002 al 2008. Insegnante di religione appassionato alla vita dell’associazione e sempre attento alle sfide educative oggi in atto, Mirko Campoli ha tenuto desta l’attenzione dei più di 100 soci di AC presenti partendo dalla chiamata di ciascuno a coniugare la dimensione del cielo con quella della terra, a tenere i piedi ben saldi nel tempo in cui siamo immersi, ma alimentando sempre la voglia di infinito, la sede di Dio. “Si cade – afferma un video con testi di Alessandro D’Avenia proiettato come introduzione all’incontro – eppure c’è uno che dolcemente tiene questo cadere nelle sue mani”.

La relazione di Mirko Campoli entra subito nel vivo sottolineando la vocazione dell’Azione Cattolica, il cuore della sua proposta formativa e cioè l’incontro con Gesù. La formazione in AC deve quindi portare all’incontro con Gesù e soprattutto a decidersi per lui. In questo processo, ciò che conta è la testimonianza di una fede che si trasmette con la vita e con l’esempio, mentre la vita associativa rappresenta uno strumento. Se allora il fulcro del progetto formativo è condurre ciascuno ad affidarsi a Cristo ed unire cielo e terra, diventa fondamentale vivere una fede incarnata che ben conosce e comprende il tempo in cui viviamo. Per questo Mirko Campoli ha evidenziato i maggiori cambiamenti che il nostro tempo vive e che già sono stati sottolineati dal progetto formativo: il pluralismo culturale, una cultura del frammento che rinuncia a collocare ogni singola esperienza in un quadro unitario di valori; l’affievolirsi del senso del limite, la forte disponibilità di beni che modifica il rapporto tra le persone e le cose; l’individualismo dominante e il precariato lavorativo; il moltiplicarsi di luoghi e non luoghi che richiedono la presenza di nuove figure educative adulte, la crescente negazione di Dio che convive con una domanda religiosa non priva di ambivalenza. Questi stessi temi sono stati poi oggetto di studio in cinque laboratori tematici in cui i partecipanti hanno avuto modo di confrontarsi cercando di delineare le strade possibili che l’Azione Cattolica, a livello parrocchiale e diocesano, può intraprendere per trovare delle risposte. Il prossimo incontro si terrà il 24 gennaio sul tema “Nel mondo, non del mondo”.