Come una sposa incontro al suo sposo

Suor Lucia Raffaella in cammino sulla strada per consacrarsi a Gesù nell’ordine delle Sorelle Povere di Santa Chiara.

Un velo sul capo e una coroncina di fiori fanno subito pensare a una sposa che va incontro al suo sposo. In questa storia d’amore la sposa è suor Lucia Raffaella e il suo sposo si chiama Gesù. Mariarosaria Casertano è una giovane donna, ospite, con le consorelle clarisse, nel convento di Cercemaggiore (Cb) dall’8 dicembre 2016, in seguito al terremoto che ha colpito Norcia e il loro convento. Esattamente cinque mesi dopo l’arrivo in Molise, Mariarosaria ha salito il suo primo gradino verso la consacrazione totale a Gesù e con la sua professione temporanea, l’8 maggio, ha preso il nome di suor Lucia Raffaella, nel giorno in cui la Chiesa festeggia la Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei. Suor Lucia diventa così un segno della presenza di Dio che rinnova la Sua allenza con l’umanità, un esempio positivo per tutti perché ci ricorda che “siamo stati amati prima della creazione - ha detto mons. Bregantini nella sua omelia - e questo ci dà la consapevolezza che il Signore ha un progetto per ognuno di noi, che si fa amore tenace, gelosia che vince ogni resistenza, capace di restare legato a Cristo che ci ha chiamato. Siamo tutti sigillo nel cuore di Dio”. Nei simboli che hanno accompagnato la liturgia si rinnova il sì di ogni consacrato e consacrata: il velo che ha il sapore della riservatezza, la coroncina che rappresenta i fiori per lo sposo, la Regola come cammino che guida, il crocifisso segno del momento drammatico del terremoto, ma soprattutto la presenza di tanti, che hanno gustato con suor Lucia questo momento di grande gioia. Ognuno ha voluto lasciarle una parola, un pensiero, che lei potesse scrivere sul cuore e rileggere nei giorni più delicati del suo cammino vocazionale. Il parroco della sua parrocchia d’origine a Caturano, con grande commozione, ha ricordato l’impegno di suor Lucia e della sua famiglia nella Chiesa e, con delicatezza, ha sottolineato come Dio renda preziosa ogni cosa, soprattutto quelle più piccole. Proprio come santificò Betlemme con la nascita di Gesù, ha scelto Caturano, piccola frazione di Macerata Campania (Ce), per chiamare a sé una ragazza. Don Giuseppe Di Iorio, parroco di Cercemaggiore, ha avuto parole di gioia e ringraziamento per le monache che, con la loro testimonianza, aiutano la comunità a conoscere meglio Gesù. “L’augurio - ha detto - è che possa nascere anche nella nostra comunità una vocazione”. La presenza delle clarisse a Cercemaggiore è una grande ricchezza, non solo per la vita spirituale del paese. Lo ha sottolineato bene il sindaco Vincenza Testa, che ha voluto donare il suo abbraccio alle monache che “con la loro preghiera sostengono il mondo e sono esempio per tanti giovani presi dalla superficialità del quotidiano”. E un augurio speciale a suor Lucia perché “questo matrimonio d’amore con Gesù possa durare per sempre”. Con due immagini dolcissime mons. Bregantini ha concluso questa giornata di grazia. “Siamo tutti come il passero e la rondine del Salmo. Cerchiamo la nostra casa e la troviamo solo nel cuore di Dio”.

Fabiana Carozza