Comunicare la speranza 3.0 nell’immenso continente digitale

Gli ultimi percorsi comunicativi, nell’ultimo decennio ancor più innovativi, hanno segnato una nuova stagione della comunicazione o meglio delle comunicazioni sempre più globali, coinvolgenti, in tempo reale e a più livelli. Così nell’era dei social network si pone la grande domanda: Come fare per non svilire e non perdere la dimensione umana, propriamente relazionale, che àncora la persona alla realtà e non meramente al virtuale? E’ la grande sfida dell’oggi, è la richiesta educativa attuale a cui ogni educatore e/o “consumatore” è chiamato a rispondere in prima persona riscoprendo il saper accompagnare soprattutto le nuove generazioni nell’entrare e nel saper gestire il mondo, affascinante e complesso, della rete. Ma solo accompagnandosi, insieme, “coltivando il gusto, la mente e il cuore”, fiorisce o rifiorisce la speranza che colora la vita e davvero la rete diventa “luogo e possibilità di riflessione, di accoglienza, d’incontro, di sapiente approfondimento e di strategia educativa”.

Volti del mondo social, voci, esperienze, provocazioni, contraddizioni, ragnatele di significati, interrogativi, visioni più ampie, condivisione di spazi e tempi, istanze riflessive, emozioni per un’identità personale e comunitaria da non affievolire o perdere ma da rafforzare per maturare nuovi processi comunicativi, contemporaneamente informativi e formativi. Comunicazioni da privilegiare nell’aspetto umano e antropologico, come ricerca di sé, come viaggio dentro i confini della propria identità, a livello personale e di gruppo, e poi a livello universale, dove l’altro diventa occasione e ricchezza di crescita reciproca, da scoprire e valorizzare.

Un itinerario comunicativo, che si fa insieme perchè insieme nel cammino si maturano dinamiche preziose e ci si apre alla condivisione e alla speranza. Comunicare in modo globale, dove il vissuto dell’altro mi riguarda perché s’intreccia con il mio, comunicare per ricercare e ricercare per vivere bene insieme. Ed ecco che nel fuoco centrale delle comunicazioni emerge la palese o inconsapevole domanda di senso e con essa le domande ulteriori che rendono visibile l’irriducibilità dell’esperienza spirituale, anche quando il comunicare non varca le soglie della domanda e del dubbio. Una tensione comunicativa che diventa esperienza condivisa in rete e si fa speranza di nuova crescita, nell’intreccio con la nostra umanità e la nostra spiritualità.

Un mondo di messaggi e di interventi che, se condotti in prospettiva sinergica di rete e non nell’isolamento autoreferenziale (pericolo di oggi) di ogni singola azione, fa crescere la comunità come luogo aperto e vivo di maturazione umana, culturale, spirituale in un cammino di continua ricerca. Cammino comunicativo dove le grandi domande s’intrecciano continuamente con gli interrogativi e le richieste della contemporaneità. Comunicare dunque la speranza 2.0 nella bellezza e nell’impegno di fare della rete, sempre più coinvolgente, un’occasione di giusta prossimità nel celere e complesso continente digitale, una chance per cogliere istanze spirituali e processi culturali contemporanei che caratterizzano il territorio e in tal modo una preziosa opportunità di arricchimento personale e altrui.

don Peppino Cardegna