“Curare, crescere, amare”. Le iniziative dell’Ufficio missionario

“Aprire le porte al bisognoso e riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo...” È l’appello che papa Francesco non si stanca mai di lanciare. La diocesi di Campobasso-Boiano, lasciandosi guidare da questa verità evangelica, nel periodo di quaresima 2017 ha promosso e sostenuto l’iniziativa di solidarietà verso la diocesi di Gorè in CIAD che, tra tante difficoltà, si occupa sempre di favorire, attraverso opere di carattere sociale e spirituale, lo sviluppo dei più deboli. La nostra diocesi, gemellata con quella di Gorè da molto più di un decennio, si è impegnata negli anni scorsi per aiutare il clero locale e per elevare il grado di formazione culturale dei giovani, contribuendo a sostenere il prosieguo degli studi universitari con borse di studio, dato che alla base di un qualsiasi riscatto sociale vi è sempre l’educazione.

L’estate scorsa, durante un incontro tra i collaboratori dell’Ufficio Missionario Diocesano ed il vescovo di Gorè mons. Ramolo, abbiamo potuto conoscere meglio una delle tante realtà che compongono il variegato mondo africano. Il Vescovo, originario del nostro Molise, e con l’esattezza di Limosano, ci ha informati dei cambiamenti che stanno avvenendo nella sua diocesi, alcuni positivi altri negativi. Un primo aspetto, ed in questo caso positivo, riguarda una crescente adesione al cristianesimo che sembra essere sempre più consapevole e responsabile, mentre un aspetto negativo, riportato con molta preoccupazione, è rappresentato dal fatto che i cristiani, frequentemente, sono oggetto di attacchi feroci fino alla morte e di soprusi inauditi da parte dei musulmani.

Entrambi questi aspetti fanno sì che il loro quotidiano, di per sé misero e limitato, sarebbe davvero difficile da sopportare se una forza interiore non li aiutasse a reagire e ad andare avanti anche se con molte difficoltà, quella forza che noi cristiani di ogni latitudine è di ogni nazione chiamiamo la forza del Signore Risorto. In questo contesto, caratterizzato da alterne vicende, per il bene del gregge a lui affidato, il vescovo di Gorè si impegna ogni giorno per migliorare le prospettive di un loro futuro migliore e quindi aprire in più villaggi una scuola primaria (asilo e 1^ classe elementare) che sia degna di questo nome, considerando che finora i bambini si adattano a un’alta precarietà sia di istruzione che di mezzi.

Quest’anno con lo slogan “ curare...crescere…amare…” abbiamo aderito con convinzione e entusiasmo al progetto di prestare attenzione ai più piccoli che, ubicati nei vari villaggi, arrivano a essere circa 3.300 bambini. L’intenzione del loro vescovo è di radunarli in classi (in muratura) di 45-60 alunni, di CURARLI con vaccini anti-malaria, per proteggerli quanto più possibile da questa piaga diffusa, di CRESCERLI con un sostentamento alimentare adeguato e con una prima alfabetizzazione degna di questo nome e con standard elevati rispetto a quel minimo fornito dallo stato, ove presente, e quindi di AMARLI, accompagnandoli per mano nel loro affacciarsi alla vita, educandoli, sostenendoli e proteggendo dalle insidie della vita, tutto alla luce del Vangelo di Cristo Gesù, che ci ama, ci protegge e ci accompagna sempre.

La nostra diocesi, tramite l’Ufficio Missionario Diocesano, ha concentrato l’impegno su un villaggio, Makassà, cercando di far fronte ad una spesa di circa 20.000 euro che la diocesi di Gorè si troverà a spendere per i vaccini, che rappresentano la spesa più consistente, il materiale scolastico, dato che i bambini attualmente scrivono su tavolette rudimentali, una prima colazione e una modesta retribuzione agli insegnanti. Stiamo raccogliendo le offerte, alcune anche generose, che ci provengono da numerose parrocchie e da istituti religiosi sensibili a questo progetto, teso ad umanizzare condizioni di grande miseria, di abbandono e di pericolo per la salute di tanti piccoli che si aspettano e a cui è dovuto un gesto di amore cristiano.

I collaboratori dell’Ufficio Missionario Diocesano