Festa grande nella comunità di S. Giuseppe lavoratore

Celebrato il 20° anniversario della consacrazione della chiesa del quartiere S. Lazzaro di Isernia.

I 20 anni di Consacrazione e dedicazione dell’altare della chiesa sono stati ricordati lo scorso 18 novembre 2017 in occasione della presa di possesso canonico del nuovo parroco Sac. Domenico Veccia e del vice Padre Antonio Camelo. Per l’occasione è bene fare un po’ di storia. Negli anni ‘70 con l’espandersi urbanistico della città di Isernia verso la collina della zona di San Lazzaro venne impellente la necessità della costruzione di una chiesa al servizio della popolazione che andava insediandosi in quel rione che è diventato il più vasto e popoloso quartiere di Isernia:4.132 fedeli divisi in 1.050 famiglie. Le basi furono gettate circa 40 anni or sono da Mons. Achille Palmerini, Vescovo di Isernia- Venafro, in carica ed emerito dal 1962 al 2000.

Si sperava che il sogno diventasse realtà. La prima parte del progetto vide sorgere, in mezzo alla campagna, un edificio che era la casa canonica con annesso garage, che sarebbe stato, poi, provvisoriamente, adibito a chiesa. Il 2 luglio 1983, Mons. Palmerini, con proprio decreto, istituì la parrocchia di San Giuseppe Lavoratore con parroco don Mario Lago che profuse le sue energie in attività ecclesiastiche, educative, creative e organizzative per la crescita della comunità con un’inconfondibile valore delle sue doti sacerdotali.

A fine anno ’83 si decide di attivare ogni procedura necessaria per la costruzione di una Chiesa adatta al quartiere che andava crescendo ed era privo di tutto, anche dei servizi primari. Tra entusiasmi e delusioni, il 1987 vide l’inizio dei lavori progettati dall’ing. Mario Castrataro. Il grande complesso, costato sette miliardi, che oggi si può ammirare: Chiesa e Centro Sociale polivalente, vide i lavori conclusi dieci anni dopo e culminati il 15 novembre 1997 con la solenne dedicazione della Chiesa a San Giuseppe Lavoratore presieduta da S.E. mgr. Andrea Gemma con la presenza di mgr. Achille Palmerini che si mostrò solenne vegliardo carico di anni e sapienza con gli occhi colmi di pace e serenità fino alla tumulazione, nel marzo 2000, nella cripta della Cattedrale, in una tomba ricavata dalla pietra locale.

L’altare, in cui sono collocate le reliquie di San Timoteo, San Nicandro e Beato don Orione, l’Ambone, il Battistero e il Presbiterio sono opere dell’ing. Castrataro. Le vetrate, che rappresentano scene bibliche, in pregevoli grisaglie, sono dell’artista Gino Pannunzio. Ad abbellire la chiesa e creare più religiosità, vi sono 15 pannelli di gesso, in alto rilievo, patinati in finto bronzo, realizzati e donati dal Prof. Gabriele Cianfrani, che rappresentano il doloroso percorso di Cristo verso la Crocifissione. Vi sono le statue: Madonna, S. Giuseppe e il Crocifisso dello scultore d’arte sacra, Arturo Runggaldier. La “perla” della chiesa è la cappella della reposizione, custodia e adorazione del santissimo Sacramento. Per perpetuare la memoria del vescovo Palmerini, la Comunità si attivò per fargli dedicare il piazzale antistante il fabbricato della chiesa. Cosa che avvenne il 28 ottobre 2006 con una sentita e partecipata cerimonia. Oggi la parrocchia è ricca di ministri straordinari, del gruppo Caritas, del comitato per le feste, di due scholae cantorum, dell’Azione Cattolica, dell’Agesci, del Movimento dei Focolari, della Comunità di Sant’Egidio, l’Apostolato della Preghiera e il gruppo dei catechisti.

Cesidio Delle Donne