I POVERI CI APRONO LA VIA AL CIELO

Accendendo la televisione o comprando alcuni giornali, ascoltiamo o leggiamo che in Italia, anche se lenta, finalmente c’è una ripresa economica. Pure la disoccupazione sta diminuendo. Sembra quasi che la “crisi” iniziata nel 2008 stia volgendo alla fine. Anche allora giornali e televisioni parlavano di crisi inesistente visto che “i ristoranti erano pieni”… ma mentre questi speranzosi numeri e convincenti percentuali vengono sbandierati da vari politici che rivendicano la paternità delle azioni vincenti messe in atto per l’ottenimento di questi risultati, la realtà che è sotto gli occhi di tutti è altra. Notiamo una forte discrepanza tra questi numeri e i numeri sulla povertà, sempre più preoccupanti. In Italia oltre sette milioni di persone vivono in grave precarietà economica di cui cinque milioni in povertà assoluta. Di questi molti sono giovani.

L’ultimo rapporto di Caritas italiana su povertà ed esclusione sociale in Italia (futuro anteriore, rapporto 2017), ci dà un dato preoccupante: dieci anni fa un giovane su cinquanta viveva uno stato di forte povertà, oggi uno su dieci! Il tasso di povertà in Molise ha raggiunto il venti percento della popolazione, il doppio delle altre regioni italiane. A questo dobbiamo aggiungere il grave problema dello spopolamento dei piccoli centri del nostro territorio, la chiusura di aziende importanti nella nostra regione e il ritardo dei pagamenti da parte degli enti pubblici a ditte che già hanno effettuato lavori (oltre a 1744 lavoratori molisani che aspettano i pagamenti della mobilità in deroga per gli anni 2015 e 2016). Lo scenario quotidiano che si presenta nei centri di ascolto delle Caritas e nelle parrocchie è preoccupante.

Negli ultimi anni, tagli sempre più incisivi sulla sanità, sull’istruzione, sull’edilizia popolare e sul sociale, hanno fatto si che la Chiesa (Caritas, parrocchie, istituti religiosi) e associazioni del terzo settore, si siano un po’ alla volta, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, sostituiti allo stato. Negli ultimi dieci anni con le nostre scelte politiche e il nostro stile di vita abbiamo quasi del tutto azzerato le conquiste sociali che le generazioni prima di noi avevano conquistato. Papa Francesco, istituendo la giornata mondiale dei poveri, sicuramente non pensava ad una giornata celebrativa da calendarizzare perché un giorno all’anno possiamo ricordare che ci sono anche i poveri con noi, ma penso volesse con questo gesto far risvegliare le nostre coscienze, troppo spesso assopite e lobotomizzate (forse anche da troppe processioni, inutili convegni e interminabili riunioni) perché ognuno di noi possa biblicamente indignarsi e far sentire la propria voce, possa cristianamente servire quel Cristo povero presente nei Poveri cristi e possa evangelicamente ripensare ai propri stili di vita per poter meglio rispettare l’uomo e il creato.

don Franco D'Onofrio