Cancro del colon, cosa c’è da sapere

Il cancro del colon è tipico del mondo occidentale industrializzato e rappresenta il terzo tumore maligno, dopo il tumore della mammella per la donna ed il tumore del polmone per l’uomo. In Italia si osservano 40 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, in una fascia di età compresa tra i 50 ed i 70 anni. Il colon è l’ultimo tratto dell’apparato digerente e si suddivide in: Colon ascendente, Colon trasverso, Colon discendente, Sigma, Retto ed Ano; il Retto ed il Sigma sono i siti maggiormente colpiti dal cancro. Nella stragrande maggioranza dei casi il cancro del colon è l’evoluzione di formazioni, inizialmente benigne, denominate “polipi”. Essi hanno origine da una crescita abnorme di cellule con caratteristiche normali che possono, però, continuare a crescere, sfuggendo al controllo e diventare prima displasiche (per anomalie di maturazione) e poi maligne. Per questo motivo i polipi devono essere diagnosticati ed asportati precocemente prima della loro eventuale trasformazione.

I fattori di rischio aumentano le possibilità di ammalarsi, soprattutto in persone geneticamente predisposte. Tra i fattori di rischio ricordiamo l’età, infatti l'incidenza del cancro del colon aumenta con l'età, raramente questa patologia colpisce soggetti con età inferiore ai 50 anni e i rari casi presenti in soggetti giovani, sono associati a condizioni di predisposizione familiare. Altro fattore di rischio è la presenza di polipi del colon perché, come abbiamo detto, questi, nel tempo si trasformano in formazioni man mano più maligne. Molto importante anche la familiarità come la presenza di parenti di 1º e 2º grado affetti da polipi o cancro del colon. Le abitudini di vita, prima fra tutte il fumo, ma anche la dieta, infatti questo tumore è più frequente nel mondo occidentale dove l’alimentazione è caratterizzata da una dieta ad elevato apporto calorico e alto contenuto di grassi e proteine. Numerosi studi confermano l'importanza del consumo di fibre e frutta come fattore di protezione. Inoltre i fattori ambientali perché i soggetti residenti in aree industrializzate hanno un rischio maggiore di contrarre tumori per l’inquinamento a cui vengono esposti ed infine la presenza di processi infiammatori cronici dell'intestino, come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa.

I sintomi dipendono sia dallo stadio del tumore e sia dalla sede della neoplasia poichè la parte destra del colon ha una struttura e funzione differente dalla parte sinistra.

Il colon destro ha un lume piuttosto ampio, consente l'assorbimento di sali ed acqua e il suo contenuto è prevalentemente acquoso, le lesioni che si sviluppano a questo livello sono tipicamente vegetanti (ricordano un cavolfiore), spesso di grosse dimensioni e facilmente sanguinanti ma, date le dimensioni del viscere, raramente danno dolore e sintomi legati alla difficoltà di progressione del contenuto intestinale (come la stipsi). Inoltre il paziente spesso non si accorge del sanguinamento, essendo esso misto alle feci che, in questa sede, non sono ancora ben formate e l'alvo tende ad essere tendenzialmente diarroico per un deficit di assorbimento. Il primo segno, nel cancro localizzato al colon destro, può essere una anemia conseguente alla perdita cronica di piccole quantità di sangue.

Il colon sinistro si comporta come un deposito di materiale solido (le feci sono già formate) e i tumori, per lo più, infiltrano precocemente i vari strati della parete intestinale; per tali motivi, ed anche a causa del minor diametro di questo distretto viscerale, è frequente l'osservazione di una sintomatologia correlata alla presenza di un' ostruzione al transito delle feci, con conseguente dolore addominale e stipsi. Ma l'esordio può essere dato da un sanguinamento massivo dovuto al fatto che la neoplasia infiltra precocemente la parete, quindi altrettanto precocemente, danneggia i vasi sanguigni. La quantità di sangue presente nelle feci tende ad aumentare con le dimensioni: i polipi più piccoli sanguinano raramente, mentre quelli di dimensioni superiori, sanguinano spesso.

Non potendo sottoporre alla colonscopia tutta la popolazione più a rischio, cioè soggetti tra i 50 e i 70 anni, si ricorre allo screening che consiste nel testare persone apparentemente sane (cioè in assenza di sintomi) e permette di individuare i tumori ad uno stadio precoce. Per i tumori del colon lo screening si esegue attraverso la ricerca del sangue occulto nelle feci che si basa sul presupposto che le neoplasie maligne e i polipi, sanguinano più facilmente della mucosa normale. Si definisce occulto perché deve individuare precocemente sangue non visibile. Quando, invece, il sangue è visibile nelle feci si passerà direttamente alle indagini di secondo livello rappresentate dalla colonscopia, che permette la diagnosi, il prelievo bioptico e l'asportazione del polipo.

La colonscopia deve essere considerata il più importante esame per lo studio del colon. La metodica prevede l'inserimento, attraverso l'ano, di un endoscopio che deve esplorare fino all'ultimo segmento del colon rappresentato dal cieco. L'endoscopio è un tubo che consente, attraverso le fibre ottiche ed una sorgente luminosa, di visionare l’interno dell’intestino e di introdurre piccoli strumenti chirurgici per l'asportazione di polipi e per la biopsia. Purtroppo la preparazione intestinale che precede la sua esecuzione (somministrazione di lassativi e dieta priva di scorie) non è sempre ben sopportata dal paziente, specie se anziano; mentre la tolleranza all'esame stesso è ottima considerando che attualmente viene eseguito in sedazione. La complicanza più grave della colonscopia è la perforazione dell’intestino, descritta però solo in 2-3 casi ogni 1000 esami e il sanguinamento in caso di asportazione di polipi. Il cancro del colon in fase iniziale è solitamente curabile con un intervento chirurgico al quale, a giudizio dell’oncologo, si aggiunge la chemioterapia, per evitare il rischio che alcune cellule tumorali, rimaste dopo l'intervento, formino un'altra lesione tumorale nella stessa sede o a distanza (metastasi ).

In conclusione attenzione allo stile di vita (soprattutto abolizione del fumo), alla dieta (povera di proteine e grassi, ricca in fibre e frutta), “occhio” alle feci (attenzione all'alternanza di stipsi e diarrea, alle modifiche dell' alvo, alle feci nastriformi, al sangue), sottoporsi ai test di screening e attenzione alla presenza di emorroidi che possono giustificare un sanguinamento ma che non escludono la contemporanea presenza di un polipo o di un tumore del colon. Infine rivolgersi con fiducia al proprio medico che ha la competenza per valutare i fattori di rischio e per la corretta interpretazione dei sintomi, degli esami ematochimici e strumentali.

dott.ssa Antonella Giordano

servizio di emergenza territoriale 118 Molise