Il SALUTO DEL MONDO INDUSTRIALE

Unimol. L'intervento di Elisa Piermarino, impiegata alla FIAT di Termoli

 Buongiorno Santo Padre, mi chiamo Elisa Piermarino, sono una giovane mamma di quarant’anni di Campomarino ma da tre anni vivo a Termoli con la mia famiglia: mio marito Paolo, mio figlio Riccardo di 15 mesi e un altro bimbo in arrivo!!! Sono qui, con me, perché siamo una cosa sola.  Saluto tutti con grande affetto i lavoratori qui presenti e padre Giancarlo, vescovo, che ci ha offerto la possibilità di vivere questo incontro familiare, in un tempo in cui la mancanza del lavoro, la precarietà, genera tanta sofferenza in molte famiglie della nostra piccola ma laboriosa regione. Quando mi è stato proposto di fare questa comunicazione non ho nascosto l’emozione, ma nello stesso tempo la gioia. Vorrei parlare anche a nomi di tutti i miei colleghi e in particolare delle  donne e delle mamme con le quali condivido l’impegno lavorativo in fabbrica. Ma intendo dar voce anche a tutte le piccole aziende chimiche ed elettroniche del basso Molise, attorno a Termoli, che stanno vivendo una triste crisi di speranza per il futuro. Ma va ricordata con trepidazione ancora maggiore la zona industriale, attorno a Venafro, che registra il crollo dell’industria metalmeccanica, dovuto al ridimensionamento delle scelte della FIAT, a Cassino e Pomigliano.

Lavoro da 17 anni presso lo stabilimento FIAT che produce sia i motori che i cambi, ed io appartengo al reparto 8 valvole dove svolgo la mansione di operaia. Descriverle dettagliatamente la mia giornata lavorativa risulterebbe difficile ma ci provo: immagini una lunga catena di persone ciascuna delle quali svolge un preciso compito, ed io costituisco uno degli anelli, tutti fondamentali per la costruzione finale di un “motore”. Nel corso degli anni ho visto lo stabilimento mutare nell’aspetto evolvendo in un processo di ammodernamento che ha messo a disposizione dei suoi lavoratori le più moderne tecnologie, e contemporaneamente ho vissuto un ricambio generazionale dei suoi dipendenti che negl’ultimi tempi definiti di “crisi” si è però notevolmente attenuato lasciando sempre meno spazio all’inserimento di giovani operai. Nonostante il notevole numero di colleghi posso dire che i rapporti interpersonali sono sempre stati buoni: ci possono essere stati, e sicuramente ci saranno anche in futuro, malintesi e disaccordi, ma il tutto è sempre stato riportato sul piano di un civile confronto il più delle volte anche costruttivo.

Sono fiera di far parte di un gruppo di lavoro così importante per la nostra regione e che trova riscontro anche a livello mondiale, un lavoro che nel corso degli anni mi ha dato la possibilità di guardare con fiducia al futuro e mi ha dato il coraggio di costruire una famiglia in questi anni così difficili. Ed è per questo che vivo con timore il sempre più frequente ricorso agli ammortizzatori sociali (la cassa integrazione) che può mettere in seria difficoltà le famiglie, compromettere il futuro dei nostri figli e privare le giovani generazioni proprio di quella fiducia che ho avuto io nel guardare con speranza al futuro. In riferimento a ciò che verrà, mi auguro che l’azienda investa in nuovi prodotti concorrenziali in un mercato sempre più globale e che non smetta mai di tutelare la sua risorsa principale cioè i suoi dipendenti e in particolare le mamme come me, ponendole sempre nelle migliori condizioni lavorative, magari mettendo a disposizione delle strutture interne dove poter lasciare i nostri figli durante l’attività lavorativa.

La conciliazione lavoro/famiglia non è sempre facile. In primo luogo per le tante mamme, che devono sostenere il lavoro anche di domenica, nei centri commerciali, aperti senza motivo, a danno della serenità familiare. Per parte mia, mi ritengo fortunata potendo contare sul supporto fornito in primis da mio marito, un libero professionista che in base ai miei turni lavorativi (mattina o pomeriggio) fa sì che almeno uno dei genitori stia insieme a nostro figlio, ed in alternativa quando si presenta l’evenienza possiamo sempre contare sull’aiuto fondamentale della nonna. Non Le nego i timori che ho per la futura nascita e per l’impatto che questa avrà sull’organizzazione quotidiana della mia famiglia, ma sono certa che con l’amore dei miei cari e l’aiuto del Signore, sempre presente nella mia vita, riuscirò a conciliare nel migliore dei modi il ruolo di mamma con quello altrettanto importante di lavoratrice, fondamentale per il raggiungimento della serenità della mia persona.