Immacolata Concezione, tutta la purezza della Vergine

Qualche tempo fa, discutendo con un tipo molto saccente e spregiudicato quanto ai pregiudizi riguardo a noi cristiani, egli affermava che noi abbiamo aggiunto alla dottrina cristiana genuina del Vangelo dogmi e verità che i primi cristiani nemmeno si sognavano. Mi permisi di fargli osservare che anche la nostra matematica e fisica si caratterizza di nozioni che Pitagora o Euclide nemmeno immaginavano; vedi teoria della relatività e della fisica quantistica, di cui la scienza moderna ormai non può fare a meno e che ne sono parte integrante ed inconfutabile.

Quindi è vero che il dogma della Immacolata Concezione è stato proclamato da Papa Pio IX, l’8 Dicembre 1854, ma quello che va subito ribadito, è che i cristiani del mondo intero attendevano questo riconoscimento per la Madre di Dio sin dai primi secoli del cristianesimo, quello che forse sfuggiva a chi non ha conoscenza in merito alla propria fede, se credente, o alla religione Cattolica, se non credente, è che i dogmi sono sempre preceduti da un lungo cammino di profetico sentore dei fedeli e di ricerca teologica che caratterizzò già i primi secoli dell’era cristiana. Ricordiamoci anche, e conoscere bene la storia non fa mai male, che la "donna vestita di sole", con la luna sotto i piedi e il capo coronato di dodici stelle, la nuova Eva, la “Tutta bella”, sono solo alcune delle immagini con le quali i pittori (vedi Velasquez, Murillo e Tiepolo, solo per citarne qualcuno) hanno cercato di rappresentare da secoli il tema dell’Immacolata Concezione.

Il dibattito artistico ha seguito ed è stato un riflesso di quello teologico (non si può non ricordare Duns Scoto del tredicesimo secolo) nel corso dei secoli, e ricordiamoci che i Padri della Chiesa d'Oriente, nell'esaltare la Madre di Dio, avevano espresso concezioni e dottrine che la ponevano al di sopra del peccato originale. L'esigenza di non sganciare Maria dalla redenzione di Cristo aveva indotto i teologi medievali quali Anselmo di Canterbury († 1109), Bernardo di Chiaravalle († 1153), Alberto Magno († 1280), Tommaso d'Aquino († 1274), Bonaventura da Bagnoregio († 1274) ad affermare che Maria venne purificata dal peccato originale in cui era stata concepita; infatti l'avevano chiamata: "Intemerata, incolpata, bellezza dell'innocenza, più pura degli Angioli, giglio purissimo, germe non-avvelenato, nube più splendida del sole, immacolata ". Aggiungo anche tanti maestri di spiritualità si sono confrontati con il dogma dell’Immacolata ben prima della sua proclamazione, avvenuta l’8 dicembre 1854. Voglio citare anche, a questo punto, che Sisto IV, aveva cercato di mettere fine alle continue accuse di eresia tra "macolisti" e "immacolisti"; fu proprio lui, infatti ad istituire la Festa della Concezione, l’8 dicembre 1477, quasi quattro secoli prima della proclamazione del dogma, e a dedicare all’Immacolata una cappella nell’antica Basilica di San Pietro. Infatti nel Cinquecento l’iconografia era ormai matura, il Cigoli ne dà una prova nella Cappella Paolina a Santa Maria Maggiore, mentre nel Seicento, il maestro di Velázquez, Francisco Pacheco, potè addirittura teorizzare: “Si deve dipingere questa Signora nel fiore della sua età, da dodici a tredici anni, bellissima bambina con begli occhi e sguardo grave, naso e bocca perfettissimi e rosate guance, i bellissimi capelli lisci, color oro. Deve dipingersi con tonaca bianca e manto blu, vestita del sole”.

E anch’egli prevede serafini e altri angeli, le dodici stelle, una corona imperiale, la luna sotto i piedi. Farebbe solo a meno del dragone, se possibile. Il pittore spagnolo non faceva altro che registrare la visione pittorica dell’Immacolata Concezione che si era imposta nel tempo e che continuerà anche dopo. Parlare dell’’Immacolata Concezione significa, quindi, affermare che Maria è la prima salvata dall’infinita misericordia del Padre, quale primizia della salvezza che Dio vuole donare ad ogni uomo e donna, in Cristo. Per questo l’Immacolata è diventata icona sublime della misericordia divina che ha vinto sul peccato. E noi, oggi, siamo invitati a guardare a questa icona con amore fiducioso e contemplarla in tutto il suo splendore, imitandone la fede, riconoscendola come l’aurora del mondo nuovo, trasformato dall’opera salvifica del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. L’aurora cioè della nuova creazione attuata dalla divina misericordia. Per questo la Vergine Maria, mai contagiata dal peccato e sempre ricolma di Dio, è madre di una umanità nuova. E’ madre del mondo ricreato. In poche parole parlando dell’Immacolata Concezione si vuol meditare su uno specifico messaggio quello che nella economia della salvezza tutto è dono, tutto è misericordia. In poche parole la Vergine Santa, primizia dei salvati, modello della Chiesa, sposa santa e immacolata, amata dal Signore, ci aiuta a riscoprire sempre più la misericordia divina come distintivo del cristiano. Non si può capire un cristiano vero che non sia misericordioso, come non si può capire Dio senza la sua misericordia, parola-sintesi di tutto il Vangelo Vangelo.

Questo è anche il tratto fondamentale del volto di Cristo: quel volto che noi riconosciamo nei diversi aspetti della sua esistenza: quando va incontro a tutti, quando guarisce gli ammalati, quando siede a tavola con i peccatori, e soprattutto quando, inchiodato sulla croce, perdona; lì noi vediamo il volto della misericordia divina. Non abbiamo paura: lasciamoci abbracciare dalla misericordia di Dio che ci aspetta e perdona tutto. Nulla è più dolce della sua misericordia. Lasciamoci accarezzare da Dio, egli, il Signore, che è tanto buono e perdona tutto. Nella verità di fede dell’”Immacolata Concezione” è contenuta questa verità: Maria non solo non ha commesso alcun peccato, ma è stata preservata persino da quella comune eredità del genere umano che è la colpa originale. E ciò a motivo della missione alla quale da sempre Dio l’ha destinata: essere la Madre del Redentore.

Il fondamento biblico di questo dogma si trova nelle parole che l’Angelo rivolse alla fanciulla di Nazaret: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te” (Lc 1,28). “Piena di grazia” – nell’originale greco kecharitoméne – è il nome più bello di Maria, nome che Le ha dato Dio stesso, per indicare che è da sempre e per sempre l’amata, l’eletta, la prescelta per accogliere il dono più prezioso, Gesù, “l’amore incarnato di Dio” (Enc. Deus caritas est, 12). Chi si pone la domanda del perché, tra tutte le donne, Dio ha scelto proprio Maria di Nazaret, la risposta la può sicuramente trovare nascosta nel mistero insondabile della divina volontà. Tuttavia c’è una ragione che il Vangelo pone in evidenza: la sua umiltà. Lo sottolineava bene Dante Alighieri nell’ultimo Canto del Paradiso: “Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, / umile ed alta più che creatura, / termine fisso d’eterno consiglio” (Par. XXXIII, 1-3).

La Vergine stessa nel “Magnificat”, il suo cantico di lode, questo dice: “L’anima mia magnifica il Signore… perché ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1,46.48). Sì, Dio è stato attratto dall’umiltà di Maria, che ha trovato grazia ai suoi occhi (cfr Lc 1,30). E’ diventata così la Madre di Dio, immagine e modello della Chiesa, eletta tra i popoli per ricevere la benedizione del Signore e diffonderla sull’intera famiglia umana. Concludo dicendo che va riscoperta, amata e valorizzata la festa dell’Immacolata, perché essa illumina, proprio come un faro, il tempo forte dell’Avvento, che è il tempo di vigilante e fiduciosa attesa del Salvatore: durante il quale noi, mentre avanziamo incontro a Dio che viene, possiamo guardare fiduciosi a Maria che “brilla come segno di sicura speranza e di consolazione per il popolo di Dio in cammino” (Lumen gentium, 68).

don Mimì Fazioli