In aumento le cause di nullità matrimoniale

Come da prassi, anche quest’anno, nel pomeriggio di venerdì 17 marzo 2017, presso la sala-teatro del Seminario regionale in Chieti, si è inaugurato il nuovo anno ecclesiastico giudiziario. L’evento, promosso e organizzato da don Antonio De Grandis (Presidente del Tribunale Ecclesiastico regionale Abruzzese-Molisano), ha avuto inizio con la celebrazione eucaristica la cui omelia, officiata da Mons. Tommaso Valentinetti (Vescovo dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne), ha rappresentato il preludio al successivo convegno a cui, numerosi, hanno preso parte autorità civili, militari e giudiziarie oltre agli avvocati del foro ecclesiastico. “Giustizia” e “Misericordia” sono stati gli assi portanti delle belle riflessioni di Sua Ecc.za Valentinetti; sostantivi che sono divenuti aggettivi qualificativi nelle relazioni e negli interventi successivamente consegnati alla platea. Ad aprire i lavori è stata la relazione del Vicario Giudiziale del Tribunale (don Antonio De Grandis) che, dopo aver salutato e ringraziato i partecipanti, ha esordito con la riforma della giustizia ecclesiastica per poi esplicare l’organizzazione e l’espletamento delle attività di giustizia del Tribunale; una chiara ed encomiabile esposizione che, di fatto, ha tracciato in maniera certosina l’ossatura di un sistema e di una serie di attività articolate e numerose. Eccone alcuni degli stralci più significativi: “Con l’entrata in vigore della riforma del processo matrimoniale canonico, introdotta l’8 dicembre 2015 con la Lettera Apostolica motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus di Papa Francesco, l’intera Conferenza Episcopale Regionale, nella seduta del 9 marzo 2016, ha saggiamente deciso di confermare il T.E.R.A.M. come strumento idoneo per corrispondere all’anelito pastorale del Santo Padre ed esercitare la giustizia nella misericordia, nei confronti dei numerosi fedeli che vivono il travaglio interiore per il fallimento del loro matrimonio”. In attuazione dei principi della riforma, anche il Tribunale Abruzzese-Molisano ha intrapreso un percorso di riorganizzazione nella gestione della giustizia al fine di “rendere le procedure per il riconoscimento della nullità matrimoniale più accessibili ed agili, che sono la Celerità, la Prossimità e la Gratuità”. E’ stata poi pienamente realizzata la novità del processo breve che, per i casi e con i limiti espressamente previsti dalla legge “essendo giudice della causa il Vescovo diocesano e avendo conservato la natura giudiziale e non amministrativa del procedimento, si è operata la scelta di localizzare l’intero percorso processuale presso ogni diocesi della Regione Ecclesiastica, utilizzando, d’intesa con i singoli Vescovi, il personale idoneo presente nel territorio e, in particolare, i vicari giudiziali diocesani nei ruoli di Giudici istruttori o Assessori”.

Degne di nota restano, da un lato il carattere di Tribunale “in uscita” laddove il personale del TERAM va a supportare le diocesi carenti in organico, dall’altro la valorizzazione dell’istituto del gratuito patrocinio per i meno abbienti, ovverosia la possibilità di accesso gratuito alla giustizia ecclesiastica per tutti i fedeli che, come illustra De Grandis, “quest’anno ha raggiunto il 42% del totale delle cause introdotte”. Interessanti restano alcuni dati statistici sull’attività del Tribunale che, in sintesi, possono così essere schematizzati: “1) L’incremento esponenziale del numero delle cause iscritte a ruolo, che sono passate da 78 del 2015 alle 145 di quest’anno; anche le sentenze di dichiarazione di nullità matrimoniale sono state pari a 145, rispetto alle 96 dello scorso anno. Rimangono attualmente pendenti 266 cause, che sostituiscono l’arretrato da esaurire….; 2) ….dei motivi di nullità matrimoniale, da alcuni anni, causa prevalente, sono le problematiche psichiche e in particolare il “Grave difetto di discrezione di giudizio per immaturità psicoaffettiva o per mancanza di libertà interiore”; 3) l’incremento di cause nel 2016 ha riguardato tutte le Arcidiocesi e Diocesi della Regione Ecclesiastica, compreso il Molise, che è passato dalle 9 cause nel 2015, alle 17 del 2016”. Circa la distribuzione per le undici Diocesi abruzzesi-molisane delle cause introdotte, 11 su 134 riguardano il Molise, così ripartite: n. 5 per Campobasso-Boiano, n. 4 per Isernia-Venafro, n. 2 per Trivento; circa, invece, la distribuzione di quelle concluse, 16 su 143 riguardano il Molise, così ripartite: n. 12 per Campobasso-Boiano, n. 2 per Isernia-Venafro, n. 2 per Trivento.

Altro dato riguarda l’utilità del sito www.teram.it “in grado di offrire un valido supporto informativo e di orientamento, sia ai sacerdoti che direttamente ai fedeli interessati ai procedimenti di nullità”. A seguire la dotta e sapiente prolusione di Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Giuseppe Sciacca (attuale Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica), il quale ha disaminato le “funzioni della Segnatura Apostolica”. Nello specifico, dopo aver ringraziato i presenti per la condivisione di un momento così bello di convivialità, ha elogiato l’impegno serio, laborioso e costante del Tribunale Regionale Abruzzese-Molisano a servizio della giustizia della Chiesa. Quindi ha tracciato il carattere “polifunzionale” della Segnatura le cui funzioni si snodano in: 1) una competenza giudiziaria; 2) una competenza amministrativa di natura contenziosa; 3) una competenza di tipo disciplinare atta a vigilare/controllare sul corretto esercizio della funzione di giustizia. La parte conclusiva del discorso è divenuta un’accorata esortazione sulla scorta di due figure eminenti: il filosofo e accademico italiano Giorgio De Vecchio secondo cui sarebbe un errore considerare il diritto l’unica regola del diritto, e Sant’Agostino per il quale non si può confondere la giustizia umana con quella divina. Sua Ecc.za Mons. Bruno Forte (Arcivescovo di Chieti-Vasto e Presidente della Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana) ha, invece, posto la sua attenzione sul diritto come espressione del vissuto della Chiesa mentre ha ringraziato Mons. Sciacca per la conoscenza della Segnatura attraverso la conoscenza della storia in Italia. Infine, Sua Ecc.za Mons. Tommaso Valentinetti (nel ruolo di nuovo Moderatore del T.E.R.A.M.), dopo i ringraziamenti agli illustri relatori, ha richiamato l’attenzione sul concetto di giustizia quale strumento utile a ristabilire “i giusti rapporti tra le persone e tra le persone e Dio perché è questo che Dio vuole”. Quindi, ha dichiarato aperto l’anno giudiziario 2017.

Luigi Fantini