Invio in missione 2 a 2 alle nazioni

Oltre 13mila fratelli delle comunità neocatecumenali per portare il Kerigma in 101 PAESi

L’ annuncio del Kerigma è stato portato in 1.090 Diocesi di 101 Nazioni; sono stati inviati più di 13.000 fratelli delle comunità del Cammino Neocatecumenale, di cui 1.140 presbiteri e 1.680 seminaristi. Vi sono state più di 100 convivenze di invio in missione (in alcune nazioni sono state fatte più convivenze: in Italia 6, in Spagna 5, negli USA 3) nelle quali, dopo due giornate di preghiera e conversione, sono state formate e inviate le equipe, estratte a sorteggio, a predicare il vangelo nelle città e nei villaggi del paese, senza soldi, né cellulari, come dice il vangelo: senza borsa né calzari. Avevano con sé solo la Bibbia, il salterio, un crocifisso, il rosario e il biglietto di andata e ritorno. Arrivati nelle città di destinazione, gli inviati si sono presentati ai Vescovi delle diocesi per chiedere loro la benedizione. Dopo aver dato ai poveri i soldi rimasti in tasca e aver fatto un esorcismo sulla città, hanno iniziato la loro missione.

I vescovi li hanno ricevuti e benedetti, spesso hanno presieduto il rito di invio in missione e hanno atteso con gli itineranti il ritorno dei missionari, anche lavando loro i piedi come è accaduto con un vescovo dello Zambia. Hanno incontrato i parroci, che spesso li hanno inviati a parlare ai gruppi della loro parrocchia e per le strade hanno potuto parlare con le persone più sofferenti e disperate. Hanno annunciato il kerigma anche a persone che avevano deciso di suicidarsi, i quali hanno consegnato loro lo strumento che avevano preparato per morire, coppie che si volevano separare, persone con rancori e ferite profonde, anche per le atrocità della guerra; in tutti hanno visto la gioia della riconciliazione con Dio e con i fratelli. Sono stati accolti anche da pastori luterani, parrocchie anglicane, chiese copte, ortodosse e altri riti.

Alcune famiglie musulmane hanno aperto loro la casa e hanno dato da mangiare. Sono stati in zone di grande violenza e pericolosità (nella guerriglia del Venezuela, nei quartieri violenti del Guatemala o del Kenia) dove hanno sperimentato la protezione del Signore e della gente che li ha difesi. Da tutte le esperienze emerge che, i poveri sono quelli che più hanno gioito per l’annuncio del vangelo, confermando che: “Ai poveri è annunciata la buona notizia…”. Molti sono stati accolti e ospitati dai poveri che hanno dato loro da mangiare e li hanno fatti dormire nei loro rifugi in strada. Sono stati accolti nei centri per i poveri e hanno condiviso i pasti e il dormitorio con i senzatetto, gli ubriaconi, i drogati, le prostitute e i profughi. Per loro è stato un privilegio sentirsi poveri con i poveri e con gli ultimi della terra. Tutti sono tornati felici dalla missione, con lo sguardo limpido, radioso, purificato dallo zelo per annunciare il vangelo: è stato per loro un tempo di grazia, hanno sperimentato la comunione fra loro e una grande intimità con il Signore, molti hanno detto di aver potuto toccare Gesù Cristo nei poveri. Per i presbiteri è stata una conferma nel loro ministero di evangelizzazione.

Delle comunità del Molise, hanno partecipato 27 fratelli, di cui dieci fratelli della diocesi di Campobasso-Bojano provenienti dalle parrocchie di San Giovanni, San Pietro, San Giorgio di Petrella e SS. Erasmo e Martino di Bojano; tre giovani della diocesi di Trivento provenienti dalla Parrocchia di San Silvestro Papa e per la Diocesi di Termoli-Larino hanno partecipato quattordici fratelli provenienti dalle Parrocchie di San Francesco e Santa Maria degli Angeli. Sono stati nviati anche i seminaristi del Seminario Redemptoris Mater di Campobasso con i loro formatori e tre presbiteri della diocesi di Campobasso. I luoghi di destinazione, sono state le città ed i paesi della Campania, del Molise, dell’Abruzzo e delle Marche. Due equipes sono state inviate ad Ischia, colpita recentemente dal terremoto. Il Molise è stato visitato da 8 equipes composte da due fratelli o due sorelle: due nella città di Isernia, due a Campobasso, una a Venafro, una a Trivento, una a Termoli ed una a Larino.