Molise e immigrazione, manca una precisa regia

Il nostro piccolo Molise, segnato fortemente dal fenomeno migratorio, sta provando a fare la sua parte, ma, a mio avviso in modo frammentario, senza strategia e senza orizzonti larghi. Si è fiutato un affare, in taluni casi, in altri ci sono esempi virtuosi da incentivare. Manca la regia e la politica è quasi assente . Il Rapporto Migrantes 2017, proprio in merito al Molise scrive:“Il Molise è l’unica regione italiana che, a seguito delle vicende emigratorie succedutesi nell’arco di un secolo e mezzo, possa oggi annoverare fuori dai propri confini una presenza di persone d’origine superiore al doppio della popolazione residente e, secondo alcune stime, addirittura vicina al triplo.

L’Argentina era considerata la terra promessa per i nostri connazionali in generale e per gli emigrati provenienti dall’Alto Sannio in particolare. Questo, grazie alla legge del 22 novembre 1887 che concedeva al colono una casa, animali da lavoro, utensili e sementi fino al primo raccolto e, per dieci anni, l’esonero da ogni imposta. Per i contadini molisani si trattava di condizioni di gran lunga migliori di quelle del paese di origine. Attualmente è ancora l’Argentina ad ospitare il maggior numero di molisani. Questi ultimi vivono soprattutto nei comprensori di Rosario (Nord) a Buenos Aires.

ACCOLTI E ORA ACCOGLIENTI

Una regione in calo demografico sensibile, con borghi sempre più vuoti e prospettive non proprio rosee, come può non comprendere, che chi arriva e decide di restare è un dono, non un problema. Le scuole molisane vedono sempre meno banchi e meno insegnanti e bambini, stranieri, che vorrebbero e potrebbero occupare quegli spazi in una reciproca contaminazione culturale che non può che fare bene. L’orizzonte non è il nazionalismo o il “sovranismo” della patria, concetto che mi va ripensato completamente, muri e frontiere, addirittura protetti con catene di rosario, ma una nuova mobilità e dunque una nuova cittadinanza. Solo un’Europa più forte può essere l’orizzonte giusto. Patrie che convivono nella Patria, cieli che stanno accanto sotto lo stesso cielo.

Adriano Cifelli