NELL’INCONTRO CON DIO CAMBIA LA VITA

Ogni festa è tale solo se può essere condivisa, raccontata agli altri, preparata e ricordata insieme agli altri. Gli elementi salienti della festa - di tutte le feste - sono dunque molteplici e si prestano ad essere esplorati, confrontati, condivisi. I mesi estivi si caratterizzano, nel nostro Molise, anche per una girandola di odori, sapori, tradizioni nostre… Sono il tipico frutto dell’offerta di sagre e rassegne gastronomiche che allietano i nostri paesini e i borghi storici, in un delizioso viaggio culinario volto ad esaltare le ricchezze della terra, i prodotti tipici in connubio con la riscoperta dei luoghi. Di queste sagre dobbiamo salvare l'aspetto sociale, solidaristico (molte feste paesane devolvono parte degli incassi a servizi di cui gode tutta la comunità, come le scuole d'infanzia, o al restauro delle chiese) e sottolineare il notevole valore del volontariato; anche se alcuni le bocciano senza appello sul piano della scarsa qualità del cibo, del vino e della bassissima proposta culturale.

La realtà è che, durante questo periodo di ferie, vediamo sciamare per le strade dei nostri amati borghi tante persone spinte da uno spirito indistinto che li fa apparire tra i viandanti indecisi e distratti o i veri cercatori di prelibatezze. Io penso che, dopo aver letto il vangelo di questa ultima domenica di luglio, nel quale ci sono verbi interessanti e significativi, non è mica sbagliato immaginare che in fondo c’è anche un Dio che organizza, o meglio permette, il tutto come una straordinaria "caccia al tesoro"? Non è sciatteria, tanto meno banalità: è il vero cruccio del Cielo: alla fin fine si riscoprono chiese e tesori d’arte, usanze e tradizioni che hanno illuminato i secoli passati, che altrimenti rischiano di cadere nel dimenticatoio. Che sia una di quelle dolci simulazioni che si fanno tra amanti: "trovami se sei capace", oppure "facciamo che io mi nascondo e tu mi cerchi". C'è chi va cercando ostinatamente come il mercante va alla ricerca della perla - «andare», «cercare», «trovare», «comprare»… A forza di cercare, l’incontro fatale riesce a te se sei tra quei pochi che, dalle impronte lasciate dal tripudio di sagre e di feste, sanno fare un bel salto di qualità e risalgono a Dio, al nostro creatore e signore.

E c'è pace in quell'incontro: «pieno di gioia», sottolinea il Vangelo, tanto sobrio nelle parole quanto copioso di piccoli particolari. Purtroppo c'è anche chi, e sono i più, Dio magari non lo sta cercando, perché altro lo attrae e si sente portato altrove per distrazione, per disinteresse, per scarsa familiarità con la vera gioia. In questo caso, amo immaginare che è Dio stesso a mettersi in moto, e succede al beato vacanziere come per il contadino che stava solcando le zolle del suo terreno, egli non stava cercando alcun tesoro, semplicemente lo trova per caso, s'imbatte in esso, ma poi ne rimane piacevolmente conquistato. E la gioia diventa incontenibile: una festosità così gaia nel cuore al punto tale da stravolgerne la vita.

Questa è la vera sorpresa della ricerca, dell'amore e della fede, che cambia radicalmente la cruda e monotona ferialità di un'esistenza che non sarà più la stessa. O, meglio, è la conquista di chi leggerà i fatti della sua vita incuneati nelle feritoie di un Cielo che si fa prossimo e che diventa familiare e insostituibile anche quando si è in vacanza. Ecco perché è importante sapere che “la vita è un’eco: ciò che tu doni, ti ritorna. Ciò che tu semini, lo raccogli. Ciò che tu dai, lo ricevi e quello che vedi negli altri, esiste in te. (Madre Teresa di Calcutta)

don Mimì Fazioli