Pastorale familiare e famiglia ferita

Mons. Bruno Forte ha proposto al clero una riflessione sull’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”.

“Pastorale familiare e famiglia ferita”. E’ stato questo il tema dell’incontro di Formazione Permanente del clero isernino che si è tenuto martedì 9 maggio nel salone della parrocchia di “S. Giuseppe Lavoratore” ad Isernia. Per parlare del delicato argomento è stato invitato nella nostra diocesi un ospite d’eccezione, uno dei più noti teologi contemporanei, autore di numerose pubblicazioni di teologia, filosofia e spiritualità, S.E. Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e presidente della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana. Alla presenza di S.E. Mons. Camillo Cibotti e di tutti i sacerdoti e i religiosi della diocesi, l’eminente teologo ha incentrato la sua relazione sulla recente esortazione apostolica “Amoris Laetitia” di Papa Francesco concentrandosi in modo particolare su alcuni aspetti innovativi del documento. Prima, però di affrontare il testo del documento, Mons. Forte ha voluto premettere una riflessione sulla precedente esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” che ha definito “il manifesto programmatico di tutto il pontificato di Papa Francesco” e alla cui luce va letta l’”Amoris Laetitia”.

“Per comprendere quest’ultimo documento - ha spiegato - occorre partire dal primo”. Infatti, è nella ”Evangelii Gaudium” che papa Francesco “apre il suo cuore e presenta lo scopo del suo pontificato, la via che egli intende percorrere e far percorrere alla Chiesa” . “Il suo tema dominante, ciò che ispira tutte le riflessioni e le proposte pastorali e anche gli scopi e i frutti che essa si propone sono compendiati in una idea chiave: la Gioia”. Quella gioia che è il centro dell’annuncio evangelico e di cui il nostro mondo post-moderno ha un enorme bisogno. E’ questo il presupposto dell’“Amoris Laetitia”, di questo documento che porta al centro di tutto la gioia dell’amore vissuto nel vincolo familiare e che nell’intento del Pontefice vuole introdurre un profondo cambiamento metodologico nel magistero.

Dei nove capitoli che compongono l’esortazione apostolica, Mons. Forte ha voluto mettere in luce soltanto alcuni punti fondamentali presenti nei capitoli 2, 4 e 6. Partendo dalla situazione attuale della famiglia, fotografata con una impressionante ricchezza di attributi dalle 114 conferenze episcopali del mondo, il relatore ha spiegato come il punto di partenza sia che la famiglia è profondamente in crisi. “C’è una grande crisi della famiglia in tutto il mondo, dovuta non solo a ragioni economiche o politiche ma anche a ragioni culturali. Alla base di una diffusa sfiducia nella famiglia che induce tanti a preferire la convivenza al vincolo matrimoniale c’è una cultura del provvisorio e una paura dell’impegno per sempre”. “Occorre evangelizzare il bene della famiglia - ha aggiunto - mettendo in luce con chiarezza la grande differenza che c’è tra la stabilità del vincolo matrimoniale e la volatilità della convivenza, anche in ordine dell’educazione dei figli”. “La famiglia è invitata a riscoprire il suo ruolo di scuola di umanità, di socialità, di ecclesialità e fede. In un clima intriso di pazienza, di amabilità e di capacità di perdono”.

In tutto questo è importante il ruolo della Chiesa che attraverso i suoi pastori testimonia la misericordia di Dio in una pastorale familiare particolarmente attenta ai casi delle famiglie ferite, famiglie in crisi, divorziati risposati, separati. “Banalmente - ha sottolineato Mons. Forte - i media hanno detto: il papa ha ammesso ai sacramenti i divorziati risposati. Questa è una banalizzazione. In realtà il papa ha introdotto “un profondo cambiamento metodologico nel magistero chiedendo ai pastori di fare quattro cose: accogliere la famiglia ferita, accompagnare nel tempo con paziente amore le persone in situazioni difficili, fare discernimento, aiutando i fratelli a leggere la propria situazione alla luce della volontà di Dio e infine integrare nella comunità ogni persona che compie questo cammino rendendola parte attiva di essa”. L’intervento si è concluso con l’invocazione al Signore che aiuti i pastori a “sostenere, promuovere e accompagnare queste relazioni di autentico amore”.

don Francesco Bovino