Pellegrinaggio a Napoli e a Pompei

Ogni anno la Parrocchia Mater Ecclesiae di Campobasso organizza il pellegrinaggio alla Madonna del Rosario che è venerata nel Pontificio Santuario di Pompei. Quest’anno è stato effettuato il 14 ottobre. E’ un giorno molto atteso e la partecipazione è sempre numerosa tanto è vero che sono stati utilizzati due autobus per circa 100 pellegrini. Tutto si è svolto molto bene, ma devo precisare che al pellegrinaggio religioso, motivazione preminente, p. Gildo Saglio ha aggiunto anche uno spazio turistico-culturale molto bello e interessante. Durante il viaggio p. Gildo ha illustrato il programma ed ha fatto distribuire 3 ottime schede propedeutiche in modo che ognuno potesse leggere e comprendere meglio gli aspetti salienti del pellegrinaggio. La preghiera del Rosario all’inizio della giornata ha dato un primo significato all’incontro dei partecipanti.

IL ROSARIO, UNA CORONA DI ROSE PER MARIA. E’ opportuno ricordare che la recita di questa preghiera risale al XIII secolo ed il termine rosarium , dal latino, indica una corona di rose dedicate alla Madonna. La preghiera fu diffusa nel tardo Medioevo dalle confraternite del santo Rosario fondate da Pietro da Verona (Ordine dei frati predicatori) e la nascita fu attribuita ad un’apparizione della Madonna con la consegna del Rosario al fondatore dell’Ordine S. Domenico nel 1214 come mezzo per la conversione dei non credenti e dei peccatori. La Madonna, inoltre, ha fatto molte promesse a coloro che portano la corona del Rosario , perché saranno condotti da Lei al Figlio. La preghiera del Rosario è stata sempre molto sentita dalla Chiesa ed in particolare è stata suggerita da Bartolo Longo (n. a Latiano- BR- l’ 11.2.1841 e m. a Pompei il 5 ottobre 1926), fondatore e benefattore del Santuario di Pompei. Un suo pensiero è particolarmente significativo in proposito:” Come due amici, praticando frequentemente insieme, sogliono conformarsi anche nei costumi, così noi, conversando familiarmente con Gesù e la Vergine, nel meditare i Misteri del Rosario, e formando insieme una medesima vita con la Comunione, possiamo divenire, per quanto ne sia capace la nostra bassezza, simili ad essi, ed apprendere da questi sommi esemplari il vivere umile, povero, nascosto, paziente e perfetto”. (R. Caputo) “Il Rosario strumento per annunciare il Vangelo” in periodico “Il Rosario e la nuova Pompei, n.5- Agosto-Settembre 2017, p.4). Diversi Papi hanno esortato i fedeli a recitare il Rosario. Anche papa Francesco a Malta (18.6.2017) ha detto che “Nella preghiera del Rosario noi ci rivolgiamo alla Vergine Maria perché ci porti sempre più vicino al suo Figlio Gesù, per conoscerlo e amarlo sempre più. E mentre ripetiamo “Ave Maria” noi meditiamo i misteri, le tappe gaudiose, luminose, dolorose e gloriose della Vita di Cristo, ma anche della nostra vita: perché noi camminiamo con il Signore”.

LA VISITA ALLE CATACOMBE DI SAN GENNARO. La prima visita è stata quella alle Catacombe di S. Gennaro a Napoli, a poca distanza dalla chiesa dell’Incoronata a Capodimonte. Esse risalgono al II- III secolo e rappresentato, come sottolinea P. Gildo, il più importante monumento del Cristianesimo a Napoli e si estendono per una superficie di 5800 m. quadrati. Si tratta di veri e propri cimiteri sotterranei scavati nel tufo. A Napoli ci sono complessivamente 12 Catacombe in gran parte nel rione Sanità. Le guide messe a disposizione dei 3 gruppi molisani hanno dato molti chiarimenti di carattere storico, religioso ed artistico. Tra l’altro hanno illustrato alcuni affreschi ed in particolare il più antico ritratto di S. Gennaro che risale al V secolo con la scritta Sancto Martyri Januario. Dopo la visita alle catacombe una gradevole “passeggiata” in Pullman per ammirare le bellezze di Napoli e del Golfo dall’alto attraverso i rioni più famosi: da Capodimonte al rione Traiano, Stadio S. Paolo e poi capo Posillipo e Parco della RImembranza da cui si vedono in lontananza Fuori Grotta, Procida, Il Vesuvio, il Golfo di Pozzuoli ecc. Il commento e la descrizione panoramica dei luoghi, incantevoli per molti che non conoscono Napoli, sono stati curati dall’avv. Renato Rendano esperto conoscitore della città. E’ sempre vero il proverbio:”Vedi Napoli e poi muori”.

A POMPEI PER LA SANTA MESSA E LA VISITA ALLA TOMBA DI BARTOLO LONGO. Nel primo pomeriggio tutti al santuario di Pompei per la S. Messa, ma anche per visitare la tomba di Bartolo Longo. Ricordo che la sua vita è stata molto intensa e durante gli studi di giurisprudenza si allontanò dalla Chiesa per un certo periodo. Poi, con l’aiuto di due personaggi molto religiosi (prof.V. Pepe e Padre Radente), superò il brutto momento, si laureò e cominciò la sua professione di avvocato, dedicandosi anche ad opere assistenziali. Successivamente divenne amministratore dei bene della contessa Marianna Farnararo De Fusco . Nel 1872 si recò a Pompei per definire alcuni problemi economici riguardanti la contessa ed i suoi gli affittuari. Rimase molto colpito per lo stato di arretratezza dei contadini della valle di Pompei e un giorno, mentre camminava nei campi sentì una voce che diceva: “Se propaghi il Rosario, sarai salvo”. Da qui la sua decisione di rimanere nella valle per diffondere il culto della Vergine del Rosario e costruire un santuario. Per avvicinare i fedeli alla preghiera invitò tutti alla pratica dei Quindici sabati, alla recita della Novena e della Supplica alla Madonna che tutti conoscono. Da ricordare: il 13 novembre 1875 arrivò a Pompei il famoso quadro della Madonna del Rosario; l’11 maggio 1876 fu posta la prima pietra del Santuario; il 5 maggio 1901 fu inaugurata la facciata del Santuario grazie al contributo di tanti cristiani. Tra le opere sociali di carità e attenzione agli emarginati da segnalare l’Orfanotrofio femminile (1887); l’Ospizio per i figli dei carcerati (1892). Per avvicinare altre persone alla Madonna del Rosario Bartolo Longo fondò anche un periodico molto bello che ancora oggi viene pubblicato e arriva nella case di tanti credenti: “Il Rosario e la nuova Pompei”. Infine una data molto importante è quella della Beatificazione di Bartolo Longo avvenuta il 26 ottobre 1980 ad opera del papa Giovanni Paolo II. Ora si aspetta la proclamazione a “Santo” dopo una vita dedicata ai poveri, agli emarginati, a Dio, a Gesù ed alla Madonna .

Tonino di Tullio