Povertà: la sfida si vince con la speranza

Il discorso di Papa Francesco alla Fao ha riacceso i riflettori su un dramma che interessa anche il Molise

Lo spettro della povertà allarga i propri contorni, disegnando orizzonti cupi e insicurezze sempre più pronunciate. La crisi economica mondiale ha infatti inasprito un senso di precarietà che non è solo apparente, ma ben radicato e visibile nella quotidianità di questo tempo, troppe volte ‘minacciato’ dalle insidie di un’indifferenza che ci rende spesso ciechi dinanzi alla sofferenza del prossimo.

Lo ha detto Papa Francesco, senza mezze misure: serve “una maggiore responsabilità a tutti i livelli non solo per garantire la produzione necessaria o l'equa distribuzione dei frutti della terra ma soprattutto per tutelare il diritto di ogni essere umano a nutrirsi a misura dei propri bisogni”. Un appello - quello rilasciato dal Sommo Pontefice a margine del suo intervento alla Fao, in occasione della “Giornata Mondiale dell’alimentazione” - che ha voluto rimarcare l’esigenza di una maggiore sensibilità verso gli ultimi, i bisognosi e verso Madre Terra, secondo un’ottica d’amore che sappia valorizzare le risorse naturali proteggendole dall’eccessivo sfruttamento. Il Santo Padre ha sottolineato l’importanza di stili di vita sobri e modelli di consumo capaci di rispettare la disponibilità delle risorse, rimarcando la necessità di impostare il linguaggio della cooperazione internazionale sui binari della condivisione, della solidarietà, della misericordia e della fraterna gratuità. E’ necessario, dunque, sottrarre le matrici della produzione e del consumo alle logiche della speculazione, che non considera mai pienamente le esigenze reali della popolazione, alimentando cosi sprechi e favorendo conflitti. A preoccupare, però, sono anche le disastrose conseguenze di un cambiamento climatico i cui effetti sono ormai inequivocabili quanto allarmanti.

Gli ecosistemi hanno infatti equilibri delicati, le cui dinamiche vengono spesso stravolte dall’eccessiva fame di profitto e dall’arrogante presunzione di poter disporre in maniera scriteriata delle risorse del pianeta. Ecco perché bisogna “sforzarsi per un consenso concreto e fattivo se si vogliono evitare effetti più tragici, che continueranno a gravare sulle persone più povere e indifese” – ha detto Bergoglio – perché noi tutti “siamo chiamati a proporre un cambiamento negli stili di vita, nell'uso delle risorse, nei criteri di produzione, fino ai consumi che, per quanto riguarda gli alimenti, vedono perdite e sprechi crescenti. Non possiamo rassegnarci a dire 'ci penserà qualcun altro”. Quello della povertà è un problema complesso, determinato da variabili molteplici; una realtà non altra e distante, ma straordinariamente vicina e presente, anche nella nostra diocesi. Il dramma della miseria ed il suo giogo sembrano infatti attanagliare un numero sempre più cospicuo di famiglie molisane: una “fotografia” confermata anche dagli ultimi rapporti della Caritas locale, che inquadrano in crescita i profili delle ‘vecchie’ e ‘nuove’ povertà.

La crisi economica ha certamente acuito le difficoltà e le situazioni di indigenza di quanti già versavano in contesti di criticità, ma ha altresì allargato le fila dei bisognosi, che in percentuali sempre maggiori chiedono aiuto alle parrocchie e agli organismi diocesani. E’ la stessa quotidianità a proporci con frequenza crescente immagini fino a qualche anno fa inconsuete, mostrandoci spaccati di vita e situazioni disagiate di chi si trova costretto a riposare in giacigli di fortuna, a rovistare nei cassonetti o a elemosinare pochi spiccioli per andare avanti. Pensionati, singoli cittadini o intere famiglie, colpiti dalle sferzate di una povertà che molto spesso infligge ferite profonde alla stessa dignità della persona e non solo alle sue finanze. Il ricorso agli uffici e al sostegno della Caritas, l’affluenza massiccia alla ‘Casa degli Angeli’, dimostrano come il bisogno di solidarietà, conforto e condivisione sia davvero l’unico viatico di salvezza. Occorre rimettere la centro la persona, immagine e somiglianza di Dio. Occorre adottare una prospettiva di amore e responsabilità che sappia tutelare il prossimo, proteggere la sua dignità, lenire le sue sofferenze, curarne le ferite. La comunione, la condivisione cristiane e la solidarietà rappresentano le uniche ancore di salvezza possibili, in questo senso, le uniche garanzie di successo in questo viaggio verso la speranza. L’alternativa è l’indifferenza; una colpevole indifferenza. L’alternativa è la sconfitta di tutti.

Luigi Albiniano