“Renderemo grazie a Dio per il grande dono che S. Timoteo è per tutti noi”

“I festeggiamenti in onore di san Timoteo, sono segnati, quest’anno, da circostanze speciali che ci aiutano a comprendere sempre meglio il Dono che la Provvidenza ha consegnato alla nostra Chiesa di Termoli-Larino. Innanzitutto cadono nel bimillenario della sua nascita: anche se ci troviamo dinanzi ad una data non pienamente definita, (circa 17-20 d.C.), vogliamo cogliere in questa coincidenza un invito a intonarci con il cammino della Chiesa Cattolica indicato da Papa Francesco con l’indizione del Sinodo dei Vescovi, che ha come tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. San Timoteo, discepolo di Paolo, è la testimonianza di un giovane che ha ricevuto la fede viva che era della nonna e poi della madre; nell’incontro con l’apostolo Paolo ne ha approfondito e compreso il significato per la sua vita che ha speso a servizio della comunità cristiana fino al dono totale di sé. Esempio e modello per la nostra Chiesa e ispiratore per un cammino che ci invita a centrare la nostra attenzione di comunità cristiana e di famiglie cristiane sui nostri giovani facendo nostre le tematiche del Sinodo: Vangelo e fede, lotta e discernimento spirituale, vocazione e missione. Inoltre, in modo del tutto spontaneo e grazie ad una iniziativa nata all’interno della Chiesa Ortodossa Rumena in Italia, avremo la gioia di condividere la festa con Vescovi e fedeli di questa Chiesa sorella. Anche questa è una circostanza che ci fa cogliere una dimensione enorme del Dono che custodiamo: San Timoteo è patrimonio comune della Chiesa del primo millennio e ed è un riferimento concreto per un cammino di riconoscimento, accoglienza e fraternità concreta con le Chiese Ortodosse. Mi sembra che il nostro Santo ci voglia aiutare a vivere quell’ecumenismo di popolo che è l’unica strada per superare le ferite che la storia ha lasciato nella memoria collettiva delle nostre rispettive popolazioni. In questo modo, anche il dialogo teologico può essere vissuto in un clima di vera fraternità e trovare il fondamento nel “di più” che ci unisce, che è Gesù Cristo, e il patrimonio della Tradizione del primo millennio. Durante il viaggio di San Giovanni Paolo II in Romania fu il Popolo stesso a gridare "Unitate, unitate!". Questo grido, che esprimeva un desiderio, per noi diventa un impegno da vivere nelle relazioni quotidiane con tanti fratelli e sorelle della Chiesa di Romania che vivono nelle nostre case e nella nostra terra. E’ una vera grazia, in questo senso, la presenza della parrocchia della Chiesa Ortodossa rumena che ha la sua sede a S. Martino e che, come sappiamo, ha il titolo di San Timoteo. Stupore e gratitudine sono i sentimenti che sgorgano immediatamente nel mio cuore nel riflettere su questa circostanze. Nello stesso tempo, il desiderio di corrispondere in modo pieno e deciso al Disegno di Dio che leggiamo nelle trame degli avvenimenti che riguardano la nostra vita ecclesiale.

mons.Gianfranco De Luca