Sacramenti, capolavoro dello Spirito Santo

La Madonna della Libera, con le sue braccia aperte, ha accolto la comunità di Castellone di Bojano nel giorno di Pentecoste. Una celebrazione singolare: il Battesimo per il piccolo Alessio Tito Maria e Chiara che, con la croce al collo e le mani giunte, ha ricevuto la prima Comunione e confermato il suo “Eccomi” con la Cresima. Tre sacramenti intrecciati, nel cuore della Pentecoste, “capolavoro dello Spirito Santo che purifica, rinnova e fonde insieme”. Così l’arcivescovo Bregantini ha voluto dare il suo benvenuto ai fedeli riuniti nella chiesetta, dove il rosa morbido delle pareti, l’aria fresca e la luce che riempiva le navate si mescolavano all’emozione, commozione e gioia, tanta gioia, di una “piccola comunità di campagna, esempio fiero della realtà molisana”. E poi il rosso dei paramenti sacri e dei fiori a simboleggiare la fiamma dello Spirito, il grande catino in rame del fonte battesimale e Chiara, col suo saio bianco e una candela tra le mani.

Cerimonia sobria e partecipata, concelebrata dal parroco don Adriano Cifelli. Sul suo volto, a tratti, i segni della tensione di chi prepara una festa e ne cura i dettagli perché vuole che ogni invitato rimanga contento. A testimonianza che accudire, accompagnare e aiutare sono i carismi di chi è a servizio della Chiesa di Dio. Amore manifestato, sull’esempio di Dio, che ci dimostra il suo incondizionato, sempre, “anche oggi - ha detto mons. Bregantini - in tre modi dolcissimi: rinnova la fede dei genitori di questo bimbo che riceve il Battesimo, dona coraggio e forza a Chiara che riceve la prima Comunione e la Cresima e fa una promessa, nella mano della sua madrina sulla sua spalla: aiuto e sostegno che non mancheranno mai”. Questi sono i doni di Dio, questi sono i doni dello Spirito: l’esperienza di grandi scelte. E di amore sono intessuti i doni che Dio ci regala, perché quando si parla di Lui, l’amore è l’unica chiave. “Percorrere oggi, insieme, questi tre sacramenti, ci aiuta a comprendere i doni che lo Spirito ci fa: dona la vita, la dignità, l’unità. Ci dona la dignità di figli perché opera in noi il passaggio dalla schiavitù alla libertà. Non senza però la fatica che comporta”.

L’arcivescovo ha sottolineato con molta attenzione questo passaggio: “La Vergine della Libera, con le sue mani segnate, ci indica la fatica della croce, il prezzo della libertà. A Lei dovremmo sempre guardare per arrivare a Gesù. Ogni sera sarebbe bello recitare tre Ave Maria: una per ringraziare del giorno appena trascorso, una per affidarLe la notte e una per benedire il giorno seguente”. La croce. “Fate sempre un segno di croce sulla fronte dei vostri figli, prima di dormire, prima di partire, prima di una prova importante. Tenete viva in loro la presenza di Gesù”. L’acqua. Il piccolo Alessio, sollevato al cielo per tre volte, nel vivo del suo Battesimo: “Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo è il simbolo della Pasqua: Dio è entrato nella morte con la croce, ma ne è uscito risorto. Questo è il messaggio del Battesimo: siamo nelle prove ma Dio ci libera, siamo nelle tribolazioni ma Lui ci guarisce, siamo nelle tenebre ma ci riporta alla luce. Perché Dio non ci lascia mai soli”. Nei tre segni finali del Battesimo, un anticipo della Cresima: “la croce sulle labbra e sulle orecchie, la veste bianca immagine del Paradiso e la luce della candela, perché non si spenga mai in noi la lampada della speranza”.

Fabiana Carozza