Sam, Solagrital e Gam: un periodo temporale di oltre 40 anni

Ai tempi floridi, parliamo degli anni che vanno dal finire degli anni ’70 fino al 2005, si assicurava a oltre 1000 famiglie reddito, dignità lavorativa, ricchezza e futuro anche per le nuove generazioni. La filiera avicola era la più grande del centro sud, produceva un prodotto di qualità che aveva caratterizzato l’intero territorio di Bojano come un territorio capace di sviluppare un prodotto di qualità e incontaminato. Col tempo tutto questo patrimonio è stato dissipato per via di un’ amministrazione aziendale che non investiva più in innovazione e tecnologia ma in bieca finanza e una mala politica che non ha saputo controllare e vigilare sull’azienda. Due fallimenti e un concordato hanno messo in ginocchio l’azienda e i lavoratori tutti dell’indotto.

La perdita del lavoro ha impoverito le famiglie e l’intero territorio matesino che ha visto uno spopolamento con numerose migrazioni di tanti giovani che non intravedono più un futuro in questa terra. A novembre del 2012 nasce con un fitto di ramo d’azienda la GAM è questa la data che segna un inesorabile declino dell’azienda perché nel novembre 2013 chiude definitivamente il macello. L’unico reparto che sopravvive e continua a produrre è l’incubatoio che produce fino a dicembre 2016. Fortunatamente siamo lavoratori ancora in cassa integrazione, l’azienda è stata divisa in lotti e un primo lotto è stato acquistato dall’azienda Agricola vicentina - gruppo Amadori-. Abbiamo sottoscritto un difficile accordo al Ministero che pone delle condizioni di lavoro più precarie rispetto a quanto avevamo conquistato nel passato. Quell’accordo è stato raggiunto grazie al senso altissimo di responsabilità dei lavoratori che hanno rinunciato a delle certezze per scommettere sul futuro di un intero territorio.

La cassa integrazione che abbiamo firmato e che dura un anno è necessaria ma non è sufficiente, bisogna iniziare di nuovo a riparlare di lavoro perché il nostro obiettivo principale è quello di rivedere la riapertura dell’azienda, è quello di tornare a scommettere su una filiera avicola capace di riportare ricchezza in un territorio martoriato. Bisogna continuare con la rivendicazione del lavoro e dei diritti e non possiamo fermarci prima di non avere individuato tutte le soluzioni che diano risposte a tutti i lavoratori della ex GAM. Nella nostra difficoltà tuttavia non possiamo non pensare a tutti i lavoratori che hanno perso lavoro e ammortizzatori nella nostra regione e chiediamo alla politica a tutti i livelli istituzionali di non abbandonare la regione Molise. Siamo preoccupati di questo silenzio e di questa lunga attesa sulla nostra vertenza e per questo chiediamo alla Regione Molise e all’azienda Agricola Vicentina di accelerare i tempi di rilancio delle attività produttive vista la prossima scadenza degli ammortizzatori sociali che alle attuali condizioni sicuramente non riescono a garantire un reddito ai lavoratori fino alla riapertura prevista negli accordi.

Mariano Russo