Scuola, tra innovazione e criticità: il fenomeno delle pluriclassi

Gli alunni ai nastri di partenza, come ogni anno: stesse aule, stessi banchi, generazioni diverse. La nuova stagione scolastica ha visto ormai il proprio inizio anche in Molise, accompagnata da entusiasmi, incertezze ed emozioni tipiche del momento. La ripresa dell’attività didattica rappresenta, infatti, sempre una nuova sfida; per i ragazzi e per chi ogni giorno lavora con l’obiettivo di rendere il sistema scuola migliore, più prolifico e innovativo, in linea con le esigenze educativo-formative dei ragazzi. E’ un’occasione del tutto peculiare, quella del principio, che rinnova costantemente aspettative e promesse, emozioni e sentimenti di chi si affaccia – in vesti differenti e con differenti ruoli – a questa avventura straordinaria.

Ma è pure una circostanza che ci pone dinanzi a contesti e criticità (strutturali e non) molteplici, ad una domanda di innovazione sempre più concreta e necessaria, a cambiamenti non trascurabili e responsabilità importanti. Perché, come ha specificato il dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Anna Paola Sabatini, nel suo messaggio inaugurale:“E’ soprattutto grazie all’esperienza scolastica che troveremo la nostra dimensione di uomini e donne, di cittadini, di padri e di madri, di lavoratori e di futura classe dirigente. Nelle nostre mani è il potere di cambiare in meglio la nostra vita e quella degli altri, partendo proprio dalla scuola”.

Una tematica che sembra aver catalizzato particolare attenzione, nello specifico, continua a essere quella delle pluriclassi. Argomento dibattuto e d’estrema attualità, che interessa anche il nostro territorio ed in maniera significativa quelle aree caratterizzate da un tasso di spopolamento maggiormente pronunciato. Le valutazioni di sorta, nel caso di specie, sono spesso contrastanti: baluardo a difesa del territorio e della sua valorizzazione oppure circostanza di rottura nel panorama dell’istruzione molisana? Il fenomeno merita un’analisi profonda. Bisogna infatti vagliare fattori diversi, contemplando necessariamente variabili socio-economiche di grande portata. Non si può infatti non considerare come, soprattutto nei piccoli centri, l’incidenza di quei fenomeni migratori che sanciscono l’abbandono del territorio locale da parte di numerosi cittadini (quando non di interi nuclei familiari ) ha incentivato una dovuta riorganizzazione dell’offerta didattica. In questo senso, la priorità di garantire il diritto allo studio anche in un contesto complesso ha portato ad un riadattamento della stessa struttura concettuale dei percorsi formativi; riadattamento che vede appunto nelle pluriclassi un fenomeno ricorrente. Certo, in condizioni normali soluzioni di questo tipo difficilmente avrebbero visto luce.

Eppure, il punto è proprio questo: è lo stesso il criterio di “normalità” che sta cambiando. La realtà, la “fotografia”, del territorio non è infatti più quella di un tempo e i mutamenti socio-economici recenti hanno indotto nuovi assetti e nuove espressioni, sottolineando la dicotomia atavica che risponde alla più semplice delle leggi naturali: adattarsi o estinguersi. Ecco perché bisogna imparare a concepire il fenomeno delle pluriclassi come il sinonimo di una scuola che non si arrende, che resta aggrappata alla propria funzione educativa, che regge la sfida dei tempi, che si sforza di prendere per mano i ragazzi, così come fa una madre amorevole con i propri figli, e di accompagnarli verso il futuro.

Dunque, il sapore anacronistico delle pluriclassi molto spesso toglie valore ad una visione d’insieme maggiormente capace di cogliere spiragli di luce importanti. A volte, l’esasperata vocazione al progresso (che non necessariamente è sinonimo di “migliore”) anestetizza la nostra capacità di guardare indietro, alle nostre radici, ad un passato e a una storia che possono essere maestri. Non dobbiamo dimenticare che l’unicità identitaria rappresenta la ricchezza più grande di un territorio e che la condivisione, la comunione, costituiscono l’anima di un popolo, di una comunità. Le pluriclassi, in quest’ottica, possono rappresentare una risorsa(formativa, intellettuale e sociale) preziosa, oltre che l’unica vitale alternativa al pericoloso declino.

Luigi Albiniano