Suor Stefania Consilvio ha festeggiato i suoi 80 anni

Nel pomeriggio del 3 ottobre parecchi triventini si sono recati a Campobasso, nella Cappella delle Figlie di Maria Immacolata, per celebrare la Santa Messa di ringraziamento in occasione degli ottant’anni di suor Stefania Consilvio. Alla Messa hanno partecipato oltre alle Suore anche i bambini della Scuola d’Infanzia con le loro famiglie. Dopo la proclamazione della Parola di Dio, don Luigi Di Lella, amico di infanzia della famiglia di suor Stefania, ha tenuto l’omelia della quale riportiamo questa sintesi. “Ci uniamo a suor Stefania nel ringraziare il Signore per il bene che operato nella sua vita a favore dei bambini della Scuola d’Infanzia e per le universitarie. Nella prima lettura abbiamo letto: “Dieci uomini diranno ad un Giudeo: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo compreso che Dio è con voi”.

Al termine della scuola media, l’adolescente Domenica Consilvio disse alla Superiora delle Figlie dell’Immacolata. Le parole del profeta e l’esempio di suor Stefania ci ricordano il dovere di essere per gli altri un faro di luce che porta a Dio. Di tutti gli uomini Lui è Padre e vuole che siano salvi. Noi cristiani siamo depositari della volontà di Dio di salvare tutti gli uomini e di farne un solo popolo. Ogni credente, con la propria vita, rivela agli altri uomini la bellezza di credere. Ci auguriamo che ogni uomo, attraverso i nostri poveri gesti, desideri ardentemente accostarsi a Gesù per approdare alla fede: ovviamente, successivamente, dovrà fare scelta personale! Veniamo alla pagina evangelica. Gesù, con i discepoli, va verso Gerusalemme.

Nel primo periodo si era fermato in Galilea, ma sa che deve predicare il Vangelo anche a Gerusalemme. I discepoli vogliono fermarlo. L’evangelista nota che “Gesù decisamente" s’incammina verso la città santa. Non rimane nei luoghi abituali e sicuri, non cede alla tentazione della tranquillità del proprio orizzonte abituale. Il Vangelo, infatti, non sopporta limitazioni, anche se questo significa difficoltà e scontri. Fin dall'inizio Gesù trova ostilità e rifiuto, ma non lo fermano e neppure gli fanno dubitare della centralità della benevolenza e dell'amore. L'obbedienza al Padre e l'urgenza del Vangelo hanno il primato assoluto nella sua vita. Per questo oppone l'amore alla freddezza di chi non vuole accoglierlo e rimprovera lo "zelo" violento dei discepoli che vogliono distruggere il villaggio dei samaritani. Per Gesù non ci sono persone da uccidere ma da salvare. suor Stefania è stata a Roma, a Frascati, a Giarre (Sicilia) a Toro e a Campobasso. Nel vangelo si dice che gli abitanti di un villaggio rifiutano di accogliere Gesù. Gli apostoli s’indignano e vogliono vendicarsi. Ma Gesù li rimprovera. È falso il loro zelo.

La vendetta non ci appartiene al cristiano. Dio si autodefinisce «Lento all'ira e grande nell'amore». Gesù incarna il perdono e la misericordia. Gli Apostoli sono testimoni oculari degli atteggiamenti che Gesù pratica nei confronti dei peccatori: hanno assistito alla conversione di Zaccheo, di Levi il pubblicano. Hanno visto il loro maestro lasciarsi toccare dai lebbrosi e da una prostituta. Alcuni si scandalizzano di ciò, ma i più ne restano edificati. Devono però verificarsi alcuni eventi decisivi perché tutto possa apparire chiaro: la croce, la risurrezione e la pentecoste. Occorre lo Spirito Santo per comprendere al meglio che il Signore è «il mio Dio, il Dio della mia misericordia», come canta il Salmista.

Suor Stefania è nata a Trivento il 3 ottobre 1937. A otto anni entra nell’Istituto delle Figlie di Maria Immacolata sui monti a Campobasso per frequentare le elementari e le medie. Vedendo l’amore con cui le Suore si dedicavano alla formazione delle ragazze, sentì la chiamata a consacrarsi a Lui e ai fratelli. Raggiunse Roma per conseguire il diploma di Maestra dell’Infanzia e per i due anni di noviziato. Tornò a Campobasso, indossò l’abito religioso nel 1954 l’8 settembre 1957 emise i voti solenni di castità, povertà e ubbidienza”.