Una Chiesa aperta ai giovani

Inaugurati i corsi della Scuola di Formazione Teologia della diocesi di Isernia-Venafro.

“Esigenze della Diocesi e prospettive in vista del Prossimo Sinodo dei Vescovi sui giovani e la fede”. E’ stato questo l’argomento scelto da Mons. Camillo Cibotti per il suo intervento tenuto nell’aula magna diocesana lo scorso 2 ottobre e con il quale sono iniziati ufficialmente i corsi della Scuola di Formazione Teologico-Pastorale della diocesi di Isernia-Venafro. Una lectio brevis tutta incentrata sull’analisi del recente questionario proposto dalla CEI sul mondo dei giovani e il loro rapporto con la fede.

Alla presenza di Fra’ Nazario Vasciarelli, nuovo direttore della scuola, e dei numerosi partecipanti, il vescovo si è soffermato ad analizzare il risultato del suddetto questionario portando anche esempi concreti di risposte date dai giovani interpellati nei loro luoghi di vita, non solo scuole o parrocchie ma soprattutto le piazze, i pub, i locali di ritrovo. “Il quadro che emerge da questa indagine - ha spiegato il presule - non è dei più confortanti. Insieme alle risposte che confermano una certa conservazione della fede, ve no sono altre molto critiche nei confronti della Chiesa, dei suoi rappresentanti e di alcune forme di fede che, a detta di molti giovani sono ancora infantili”.

Prendendo in considerazione il variegato mondo dei giovani, mons. Cibotti ha espresso l’urgenza che la Chiesa si apra sempre più al dialogo con le nuove generazioni e sappia adottare strategie e metodiche sempre nuove che adottino il loro linguaggio e instaurino con loro un dialogo paterno che possa aprire alla fede. “Insieme alla Chiesa, però - ha detto il vescovo - anche gli altri enti educativi come la famiglia, la scuola e l’intero mondo degli adulti sono chiamati ad essere di esempio per i giovani, con tutti i mezzi possibile, testimoniando con maturità i valori che si intendono trasmettere loro”.

In un mondo pervaso dal relativismo e da una spietata indifferenza, infatti, non si può pensare una pastorale giovanile studiata “a tavolino” ma ascoltando i giovani con i loro problemi e le loro istanze. “Il problema più grosso - ha continuato Mons. Camillo - non è quello di riempire le chiese ma di saper affiancare i giovani nei loro momenti di crisi e aiutarli ad impegnarsi per la costruzione del loro futuro”. Nel suo intervento il vescovo non poteva, poi, omettere un riferimento diretto al territorio della diocesi e soprattutto della provincia di Isernia nella quale, secondo le recenti statistiche, si denuncia una percentuale sempre più in crescita di abuso di alcol e di sostanze stupefacenti. Rivolgendosi ai numerosi presenti li ha, dunque, invitati a sentirsi responsabili della guida dei giovani e saper trasformare quanto appreso sui libri di teologia in vita vissuta.

f.b.