Venticinquesimo di sacerdozio per don Francesco Martino

Il caro vicario foraneo di Agnone è nato ad Agnone il 20 aprile del 1967. Fin da piccolo partecipato attivamente alla vita parrocchiale:iscritto al cordigerato francescano, poi agli Araldini e alla gioventù francescana della quale è stato anche scrupoloso segretario fino all’ingresso in Seminario dopo essersi brillantemente diplomato presso il liceo della cittadina alto molisana. Dopo gli studi teologi nel Seminario Regionale di Chieti da mons. Santucci venne ordinato sacerdote il 4 ottobre del 1992. Di seguito solo alcuni sprazzi delle sue dotte parole con le quali ha ringraziato tutti, ma proprio tutti, che per brevità non possiamo riportare, nel giorno della festa: In questo giorno particolare, a cui finora mi hai condotto dopo tutti questi lunghi anni di vita, voglio ringraziarti in modo particolare, o Signore, per tutta questa meravigliosa avventura con te e per tutte le persone che mi hai messo vicino e hanno sostenuto questo cammino.

Ti voglio ringraziare, o Signore, per mia nonna Angiolina: quando, dopo un parto difficile e duro per mia madre, con il rischio che non vivessi, lei, il giorno stesso della mia nascita, volle a tutti i costi che io fossi battezzato in Ospedale da Padre Gaetano, e durante il battesimo disse: “Se lo salvi, fa che sia un tuo sacerdote” : ti ringrazio perché era terziaria ricca di fede, di preghiera e di carità, ed è lei che ha voluto che io mi chiamassi Francesco, aiutando il Signore a scrivere il mio programma di vita…

Ti voglio ringraziare, Signore, perché di fronte a me che tentennavo e perdevo tempo, tu la notte tra il 5 e il 6 agosto 1986 a Pescopennataro mi hai messo con le spalle al muro per partire per la mia avventura con te, e io, al termine di quella notte, ti ho detto un sì di cui non mi sono mai pentito. Ti voglio ringraziare, Signore, per i meravigliosi anni del Seminario Regionale di Chieti, per Mons. Ramelli, ma in modo particolare per il mio carissimo padre spirituale allora Don Domenico, oggi Vescovo, che per ben 6 anni mi ha sostenuto, consigliato, guidato ed accompagnato con grande amicizia, vicinanza e, quando serviva, anche con i necessari richiami e rimproveri medicinali, parecchie volte a settimana. E’ grazie a lui se oggi sono quello che sono di positivo e di meraviglioso…

Ti voglio ringraziare, Signore, per Mons. Santucci: ho passato mesi estivi forti ed intensi insieme con lui, e pur nel nostro continuo scontro dialettico, mi ha insegnato molto, come un padre ad un figlio, di cui sarò eternamente grato, perché ho vissuto con lui un rapporto familiare vero, fatto di alti e bassi, momenti di gioia e di dolore, di sofferenza e di letizia, come ogni vero rapporto dovrebbe essere, ma sempre con affetto, stima e rispetto: ti riungrazio per il suo esempio, per il suo essere prete autentico e generoso, e anche per il suo cuore grande, che nasconde sotto un’apparente burberia. Assistilo in quest’ultimo tratto del suo percorso terreno. Ti voglio ringraziare, Signore, per Padre Fulgenzio, che mi ha sempre aiutato nei momenti difficili e spesso ha consolato il mio pianto, aprendomi le porte dellì’Ospedale e del Servizio ai malati: voglio ringraziarti per tutti quegli allievi della Scuola Infermieri di Agnone, oggi Infermieri, che ho anche ricordato nel mio unico libro, per Italo, Adolfo, Fiorella e tutti quegli amici di quegli anni meravigliosi. Anni di speranza e di fiducia nel futuro, che mi auguro, ritornino… Infine, Signore, grazie per la malattia, la sofferenza e la croce: sono contento che tu mi abbia amato in modo particolare donandomi queste tue sacre stimmate, e sono pronto a dirti: “Sia fatta la tua volontà”: ti ringrazio perché così hai reso questa festa ancora più bella perché mi hai fatto comprendere la gioia di ringraziare: prima non volevo farla, ma proprio la malattia mi ha convinto a farla, perché non so se mi concederai altra occasione per ringraziare: sono pronto al viaggio mio con te e a qualunque cosa tu vorrai: sono con gioia nelle tue mani e finché vorrai con gioia ed entusiasmo correrò per disputare nel mio ruolo la partita della vocazione, pronto sempre ad uscire per abbracciarti nel cielo. Grazie, Signore, veramente per tutto e per tutti! Sii veramente lodato con tutte le tue creature!

PS. Cari amici di Belmonte, Poggio, Giuliopoli, Agnone, Castiglione ieri siete stati fantastici, eccezionali, stupendi: voi avete fatto la festa, perché avete voluto farla con il cuore. Soprattutto voi di Belmonte avete dato una lezione, di cui sarò sempre orgoglioso, che se volete fare le cose ad altissimo livello siete in grado di farle e non siete secondi a nessuno, ma soprattutto tutti siete stati eccezionali perché con il cuore e senza che nessuno vi pregasse con entuisiasmo avete fatto di tutto, dolci, rustici, servizio, pulizie, trasporti, ecc. ecc. La festa è stata bella ed è riuscita perché voi siete stati la Festa! Grazie!